Aires chiede di anticipare il vaccino ai propri addetti: sì, ma anche no

Le richieste anche ragionevoli rischiano di assumere sfumature fastidiose quando sembrano scaturire da una visione corporativa. Aires, partendo dall’assunto che rappresenta 22 mila lavoratori della GDS, chiede che si dia priorità alla vaccinazione degli addetti di quel settore, oggettivamente fortemente esposti. Ma allora sarebbe necessario stilare una lunghissima e stucchevole lista di categorie di lavoratori che avrebbero altrettanto diritto. Non oso spingermi in Gran Bretagna, dove è stata avviata con apparente successo la campagna vaccinale sperimentale nella fascia 6-17 anni (giusto per salvare la Scuola, e magari il futuro di tutti); e così, per mettere d’accordo tutti, perché non vaccinare quanto prima una categoria non rappresentata come quella dei riders?
Nel nostro paese c’è un (nuovo) piano vaccinale, indubbiamente differente da quello praticato in alcuni altri paesi, facciamolo concretizzare e incrociamo le dita.
Di interesse, ovviamente, quanto dichiara Andrea Scozzoli, presidente di Aires, a conclusione del suo intervento: “Mettiamo a disposizione le sedi delle aziende per espletare direttamente in sede la somministrazione del vaccino senza gravare sul Servizio Sanitario Nazionale almeno dal punto di vista logistico/organizzativo”. Sì, acceleriamo questa pratica ma in tutte le aziende e categorie.