Etichetta energetica: l’Industria è pronta

 

Marco Imparato, direttore CECED Italia
Marco Imparato, direttore generale di APPLiA Italia

La riscalatura degli elettrodomestici è seguita da tempo con impegno dagli operatori del settore, che si sono preparati con anticipo ad adempiere ai nuovi obblighi, investendo competenze e risorse.
Marco Imparato, direttore generale di APPLiA Italia racconta come sta avvenendo il passaggio.

Come procede l’applicazione della nuova normativa sull’etichettatura energetica? Che feedback avete da parte dei vostri associati?
Il passaggio alla nuova etichetta energetica avverrà ufficialmente il prossimo 1° marzo. È un processo che ha impegnato e sta impegnando ampiamente la nostra Industria.
Le nostre imprese infatti, da sempre focalizzate sull’efficienza energetica, sono coinvolte attivamente da tempo sulla tematica e hanno investito risorse considerevoli per arrivare pronte all’appuntamento.
L’applicazione dei nuovi regolamenti comporterà importanti novità per il mercato, a partire dal cosiddetto rescaling fino all’utilizzo di nuovi standard di riferimento per la valutazione delle performance delle nuove classi di efficienza energetica, e ha quindi richiesto un notevole impegno su tutti i fronti: dalla progettazione dei nuovi prodotti al testing e alla certificazione.
Tale impegnativo e delicato processo, che già di per sé portava diverse criticità intrinseche, si è inserito nel non previsto quadro di crisi epocale Covid-19 che inevitabilmente ha avuto ripercussioni e causato ulteriori complicazioni, toccando tutti gli ambiti della filiera coinvolta. Nonostante questo, però, l’impegno delle imprese è sempre andato nella direzione di rispettare le tempistiche previste.

Ci sono criticità ancora da risolvere a livello pratico?
È una transizione, quella dalla vecchia alla nuova etichetta, che sarà resa fluida il più possibile, e il nostro impegno in questo è massimo. È impossibile negare però che il cambiamento porta con sé alcune complicazioni dipendenti dalle nuove regolamentazioni, che peraltro, come Industria, avevamo già evidenziato per tempo al legislatore. Le tempistiche previste sono molto ristrette e l’aspetto di comunicazione al consumatore dovrà essere gestito con molta attenzione. Anche il ritardo con cui è stato messo a disposizione il database EPREL, ad esempio, non ha sicuramente agevolato il lavoro dei produttori. Confido però che allo stato attuale, da un punto di vista operativo, gli aspetti critici siano stati risolti.

Quale ruolo ha avuto APPLiA nel processo di coordinamento e nel trasferimento delle informazioni agli operatori del settore?
APPLiA ha ormai conseguito un’esperienza quasi trentennale sul tema dell’etichettatura energetica e anche in questo caso abbiamo seguito passo dopo passo tutto il processo di sviluppo dei regolamenti.
L’aspetto primario del risultato finale, al netto delle complicazioni di cui sopra, è che l’etichetta energetica continui a rappresentare il formidabile strumento che ha portato risultati incredibili sul piano dell’efficientamento energetico. Il nostro impegno si è poi focalizzato sulla diffusione delle corrette informazioni per tutti gli stakeholder, con l’obiettivo principale di minimizzare il rischio di confusione per il consumatore nella prima fase di transizione.
A tale proposito, colgo l’occasione per segnalare il sito web, dove abbiamo riportato, in maniera – ritengo – completa e fruibile, tutte le informazioni utili per produttori, distributori e consumatori sul sistema etichetta energetica.
Abbiamo inoltre collaborato, lato formazione e comunicazione, con le principali associazioni della distribuzione e dei consumatori oltre che in maniera specifica all’interno dei due progetti europei Horizon 2020: Label 2020 e BELT.

Vuole ribadire gli obblighi spettanti ai produttori questo e il prossimo anno?
Per i produttori, l’obbligo principale consiste nel corredare i prodotti dell’etichetta energetica corretta; a questo, si aggiunge il caricamento nella banca dati prodotti – EPREL – dei parametri contenuti nella scheda informativa del prodotto e del contenuto della documentazione tecnica. Importante, anche l’obbligo di indicare la classe di efficienza energetica nei messaggi pubblicitari e nel materiale tecnico-promozionale.
Vale la pena ricordare che il produttore deve fornire gratuitamente e rapidamente (e comunque entro cinque giorni lavorativi) al distributore, su richiesta dello stesso, le etichette stampate.

A suo avviso, che tipo di impatto avrà la nuova etichetta sul mercato?
Dopo un primo inevitabile periodo di potenziale confusione iniziale sul mercato, che ci auguriamo di mitigare con gli strumenti e i progetti messi in atto, mi aspetto che la nuova etichetta continui a fare, possibilmente in meglio, il suo lavoro: promuovere il progresso dell’efficienza energetica, supportare i consumatori a fare la scelta giusta e sostenere correttamente l’innovazione che la nostra industria costantemente propone sul mercato. Si tradurrà, quindi, in un ulteriore stimolo per un miglioramento tecnologico e di performance dei prodotti offerti oggi sul mercato – cosa che la vecchia etichetta, per motivi pratici di saturazione, riusciva ormai a seguire con fatica.

Industria, retail e istituzioni stanno lavorando insieme perché il passaggio avvenga senza complicazioni?
È stato un periodo intenso di collaborazione tra industria e retail con l’obiettivo condiviso di formare e informare tutti gli operatori del settore oltre che, ovviamente, di rendere questo passaggio il più chiaro possibile per il consumatore. Mi permetto di ricordare che anche per gli Stati Membri è previsto l’obbligo comunitario di accompagnare l’introduzione delle etichette con campagne di informazione a carattere educativo e promozionale sull’etichettatura energetica. Saremmo ben lieti di poter fornire il nostro supporto in tal senso.

Ci sono già informazioni relative alla seconda fase che coinvolgerà altre categorie di elettrodomestici?
Il programma della Commissione Europea prevede anche la revisione e l’aggiornamento dei regolamenti di Energy Label ed Ecodesign per tutti i prodotti dotati di etichetta. Per quanto concerne il nostro settore, in particolar modo, stiamo seguendo i dossier che riguardano nel dettaglio forni, cappe e aspirapolveri.
Fornire un’indicazione precisa delle tempistiche previste, al momento, in relazione alla seconda fase risulta un po’ difficile, poiché la durata dei lavori è spesso condizionata da diverse variabili. Tuttavia, in base alle informazioni oggi disponibili, possiamo plausibilmente ipotizzare che i regolamenti per questi prodotti saranno pubblicati dopo il 2022; l’introduzione dell’etichetta relativa segue tipicamente di un anno.