Aires e “La scelta di Sophie”

Ovviamente Aires fa il suo mestiere di tutela dei punti vendita della Gds, ma il problema non sta negli accorgimenti che tutti i retailer hanno approntato per contrastare la pandemia. Il problema sta nella massa di persone in movimento. Poco importa se all’interno del negozio i distanziamenti sono rispettati, se fuori c’è una coda chilometrica di utenti pronti ad entrare dopo ore di attesa.
In merito alla bozza del DPCM presentata alle Regioni in queste ore sulla chiusura dei centri commerciali durante i festivi Andrea Scozzoli, presidente di Aires, dichiara: “Se questa impostazione venisse confermata saremmo di fronte a un disastro economico di proporzioni spaventose non solo per imprese del nostro settore ma per l’economia nazionale nel suo complesso. I nostri operatori sono presenti in tutti i canali, piccoli e grandi negozi singoli, centri commerciali, parchi commerciali e online ma proprio per questo vediamo chiaramente come una simile misura potrà avere solo l’unico risultato di deprimere i consumi senza alcuna utilità dal punto di vista della prevenzione sanitaria”.
E viene alla mente La scelta di Sophie, il romanzo di William Styron che narra di una ebrea polacca deportata ad Auschwitz costretta a scegliere, una volta scesa dal treno, quale dei due figli far morire. Dopo alcuni istanti di disperazione, Sophie deciderà di salvare Jan, sacrificando la piccola Eva. Ma per il resto della vita sarà tormentata dai sensi di colpa. Come si può sopravvivere a una scelta impossibile come quella che viene imposta a Sophie?
Dobbiamo rischiare una terza ondata o aggiustare i fatturati?