L’elettrodomestico cresce nella Gds, e perde terreno come inevitabile nella Gdo

Secondo quanto rilevato da Kearney, le grandi catene dell’elettronica di consumo e degli elettrodomestici (un fatturato da poco meno di 15 miliardi di euro) hanno sviluppato vendite ad ottobre superiori a quelle avvenute nello stesso periodo del 2019. Perché se è pur vero che hanno perso 9 punti, ne hanno recuperati 5 dal loro e-commerce. I marketplace del Web (Amazon, ePrice, eBay…) si sono fermati al 4%.

Emanuele Savona, principal Kearney

Di contro la Grande Distribuzione è stata penalizzata (-1%) nella vendita di elettrodomestici, a tutto vantaggio dei punti vendita indipendenti. Come ha dichiarato Emanuele Savona – principal di Kearney – a Stefano Carli su La Repubblica Affari & Finanza di oggi: “La spiegazione è nel fatto che si tratta di acquisti di un certo valore, dai 300 euro in su e i consumatori italiani si sentono più sicuri, più garantiti ad acquistare presso realtà che conoscono. Questo ha favorito le grandi catene e il loro marchio”.

Davide Rossi, direttore generale di Aires

Sempre su Repubblica, l’intervento del direttore generale di Aires Davide Rossi: “Al primo novembre eravamo in terreno positivo rispetto al 2019, avevamo riassorbito le settimane a meno 60% di inizio lockdown, in primavera. Grazie a un mix di vendite fisiche e online eravamo tra più 1,5 e 2%”. Ora aspettiamo dicembre. Il problema è che oggi la chiusura domenicale ci penalizza, quando invece potremmo fare comunque cose utili. Quello che chiediamo è di poter almeno tenere aperti la domenica i drive in. I nostri associati avevano investito nel click & collect già da prima del virus, ma ora è fondamentale. Si compra online, si va aritirare in negozio: ci si va per appuntamento, con la propria auto, i pacchi vengono caricati dagli addetti, non c’è contatto, non ci sono assembramenti. E lo si fa di domenica, si scarica affollamento dai giorni feriali. Speriamo in un ripensamento”.