EFCEM – Una proposta per sostenere l’Ho.Re.Ca

Andrea Rossi, Product care and Development & Approval Laboratories Director in Electrolux Professional, e presidente di Efcem Italia

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di EFCEM Italia, l’Associazione Confindustriale che, in seno ad APPLiA Italia, riunisce le imprese del settore professionale per ristorazione e ospitalità. Nel testo si evidenzia la prevedibile sofferenza del settore che si percuote anche sugli ordini di apparecchiature professionali. EFCEM però avanza una proposta per dare nuovi impulsi e linfa al mercato Ho.Re.Ca, in piena collaborazione con le Istituzioni.

Si è tenuta l’Assemblea Generale di EFCEM Italia, un momento di confronto con le imprese associate per fare il punto sul Comparto tra numeri di settore, tendenze di mercato. A seguito delle nuove direttive emanate dal Governo che riguardano e coinvolgono l’intera filiera Ho.Re.Ca (Hotel – Restaurant – Catering), lo scenario che si prospetta necessita di essere gestito e monitorato con molta attenzione.

«Comprendo le recenti scelte del governo a tutela della sanità pubblica – afferma Andrea Rossi Presidente EFCEM Italia – il nostro settore si è trovato a reagire, con la forza che lo ha sempre contraddistinto, ad un’ondata di crisi senza precedenti storici. La filiera della ristorazione e ospitalità è tra le più colpite, ma ci tengo a precisare che la tutela della salute e il mantenimento attivo delle attività produttive e di ristorazione sono obiettivi che possono essere perseguiti contemporaneamente. Interventi sistemici e concreti sono necessari per la ripresa della filiera, dai produttori agli utenti finali, siamo tutti anelli della stessa catena e quando un elemento è in difficoltà la crisi si ripercuote su tutti. Il momento di criticità che ci coinvolge non può oscurare il valore di un settore, che registra un fatturato annuo di 5 miliardi di euro, che è sempre stato, e cosi continuerà ad essere, eccellenza del tessuto produttivo italiano».

Il 2019 ha confermato condizioni economico-finanziarie generalmente positive per il settore italiano delle apparecchiature professionali per ristorazione e ospitalità, anche se gli indici di redditività registrano, dopo alcuni anni di crescita, un andamento calante a un pari di quasi 2 punti percentuali.

Si evidenzia infatti, da un lato, la riduzione dei margini operativi (-0,6%) e, dall’altro, la prosecuzione della discesa del valore della produzione in rapporto al capitale investito (registrando quasi un -1% rispetto all’anno precedente), che potrebbe indicare la presenza a livello settoriale di una capacità produttiva non adeguatamente utilizzata.

Pertanto, seppur con una timida positività di chiusura d’anno 2019 – che sembra aver voluto presagire la crisi 2020, risentendo già probabilmente delle difficoltà estere date dalla diffusione del COVID-19 –, le attrezzature professionali per ristorazione e ospitalità sono da sempre un settore che ha contribuito ad accrescere il valore del Made in Italy, rappresentando storicamente un punto fermo dell’Industria manifatturiera italiana.

Nel quadro recentemente mostrato dal Governo con gli ultimi DPCM, è indubbio che le misure restrittive previste aggraveranno ulteriormente una condizione di già notevole difficoltà per l’Ho.Re.Ca, con un impatto ulteriore su tutta la filiera delle attrezzature professionali. Per il primo quadrimestre del 2020, il settore ha infatti registrato un calo degli ordinativi di circa il 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; l’andamento ordini di maggio-giugno è stato inferiore del 27% rispetto al 2019; la previsione di chiusura anno si avvicina così al -40%.

Sempre in riferimento al 2020, la produzione, inoltre, ha rilevato un abbassamento per più del 25%, con un aumento dei crediti in sofferenza superiore al 20%. Il 61% delle imprese ha attivato in questo momento il regime della cassa integrazione, per lo più verso i propri dipendenti impiegati nella produzione, e ben l’87% delle aziende ha anticipato questi ultimi importi con le proprie risorse.

Questa chiusura nuovamente imposta grava su una rete di aziende e lavoratori che, all’indomani dell’auspicata riapertura del mondo della ristorazione, non vedranno immediati segnali di giovamento. Le criticità avranno un cupo e lungo strascico temporale che non troverà facile né immediata ripresa per il nostro settore, che, va ricordato, vanta le sue radici nel mercato italiano, con un’orgogliosa produzione inevitabilmente colpita dalle recenti normative erogate su suolo nazionale.

Consapevoli della necessità di dover attuare misure di contenimento della pandemia, quello che però auspicabilmente avanziamo è una richiesta di supporto per le categorie della ristorazione, ospitalità – consumo fuori casa – e turismo, all’acquisto di attrezzature tecniche funzionali allo svolgimento delle attività del settore, attraverso un credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali nel settore Ho.Re.Ca, con possibilità di cessione del credito, riservato ai soggetti beneficiari del contributo a fondo perduto introdotto dal DL Ristori.

L’acquisto di nuovi prodotti per la ristorazione comporterebbe vantaggi sociali di rispettabile valore e alto profilo: rinnovare le attrezzature con i prodotti attualmente in produzione significa migliorare sicuramente la qualità di lavoro del personale in cucina con apparecchiature più efficienti, ergonomiche, a vantaggio di un lavoro in condizioni di sempre maggior sicurezza per gli operatori; significa inoltre contribuire responsabilmente al risparmio energetico, diminuendo notevolmente l’impatto dei consumi sull’ambiente.

Sostenere il settore alla ripresa, dunque, non solo darebbe continuità a un comparto altamente strategico per il nostro Paese ma migliorerebbe anche l’impegno responsabile verso l’ambiente. In caso di sostituzione di un apparecchio, per i prodotti etichettati (quali i frigoriferi professionali) vi è un risparmio energetico del 40-45% e per i prodotti non etichettati (quali quelli relativi ai comparti cottura e lavaggio) un risparmio del 25-30%.

Per considerare l’importanza di questi dati in termini di impatto ambientale, va sottolineato che il consumo annuale degli apparecchi professionali per la ristorazione e ospitalità in Italia ammonta a circa 25.500.000 MWh/anno.

Dal momento, quindi, che le recenti regolamentazioni e il blocco delle attività non impattano solamente sui singoli esercenti bensì sull’intero e ben più articolato scenario dell’Ho.Re.Ca, siamo pronti a una piena e proattiva collaborazione con le Istituzioni.

«Siamo sempre disponibili – conclude Rossi – a contribuire ad un dialogo costruttivo per poter affrontare e mantenere viva l’energia di una grande filiera produttiva nazionale, individuando insieme le migliori misure per tutelare la sostenibilità delle imprese e migliaia di posti di lavoro; e preservare un’importante identità storica, universalmente riconosciuta grazie alla prestanza dei nostri prodotti esportati in tutto il mondo, che ha sempre contraddistinto il nostro settore all’interno dello scenario dell’industria manifatturiera italiana».