G.R.E. boccia il Bonus digitale

Salvatore Fanni, socio e amministratore Jumbo Spa
Salvatore Fanni, Presidente Gruppo G.R.E. Grossisti Riuniti Elettrodomestici

Dopo Euronics e Expert, anche G.R.E. Grossisti Riuniti Elettrodomestici, presente in Italia con le insegne Trony, MiniTrony e Sinergy, prende posizione sul decreto Bonus digitale, che ritiene penalizzante per il comparto e per l’intero paese.

Da poco pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il decreto prevede, per le famiglie con un reddito ISEE non oltre i 20mila euro, un bonus sino a 500 euro per l’utilizzo della banda larga e l’acquisto di PC o Tablet. Condizione indispensabile, affinché chi ne abbia diritto, possa usufruire del voucher, è quella di rivolgersi esclusivamente agli operatori telefonici, non solo per l’attivazione dell’abbonamento a internet, ma anche per l’acquisto dei dispositivi.

Afferma Salvatore Fanni, Presidente Gruppo G.R.E. Grossisti Riuniti Elettrodomestici: «Rendere accessibile l’uso delle tecnologie anche a quella parte della popolazione meno abbiente è apprezzabile, tuttavia le scelte fatte dal Ministero non vanno nella direzione giusta, in quanto da una parte si dà, dall’altra si toglie. Con ciò voglio dire che limitare l’utilizzo del voucher per l’acquisto dei device solo presso gli operatori telefonici, di fatto non garantisce al consumatore di scegliere liberamente tra le numerose offerte economicamente vantaggiose, che si trovano periodicamente nelle catene di informatica e di elettronica. Purtroppo – prosegue Fanni – abbiamo visto, in occasione della pandemia, come la tecnologia sia uno strumento indispensabile per garantire non solo il lavoro da remoto, ma soprattutto il diritto allo studio e proprio per questo riteniamo che, per poter usufruire al meglio di questo bonus, il nostro settore possa giocare un ruolo fondamentale, così come dimostrato anche durante il lockdown, con i punti di vendita sempre aperti, garantendo a tutti il servizio e l’assistenza post vendita. Non possiamo perciò che mostrare il nostro disappunto, bocciando a pieno titolo il provvedimento così come è strutturato, che non solo in questo modo non favorisce l’utilizzo e la diffusione delle nuove tecnologie, ma affossa in parte anche le catene del comparto. Ci auguriamo pertanto che le scelte del Governo in materia possano essere riviste tenendo conto delle osservazioni che arrivano dal nostro settore».