Responsabilità del produttore: Eucer commissiona uno studio internazionale

Davide Rossi, direttore generale di AiresDavide Rossi, in qualità di segretario generale e managing director di Eucer, ha annunciato a EldomTrade che l’European Consumer Electronics Retail Council ha commissionato a uno studio internazionale l’importante incarico di analizzare le due sentenze, che potrebbero “fare giurisprudenza” anche in Europa, sulla responsabilità oggettiva del produttore: quella di fine agosto, che ha ritenuto Amazon responsabile del caso di una donna californiana colpita dall’esplosione di una batteria per PC portatile e quella emessa nel 2016 a Strasburgo di L’oreal “contro” eBay, in cui l’oggetto era sempre la responsabilità del gestore del mercato online, anche se era incentrata su problematiche relative al marchio utilizzato dalla piattaforma.

«Il Communication Decency Act del 1996 (Section 230), legge federale degli Stati Uniti, e la Direttiva 31 del 2000, sull’e-commerce, dell’Unione europea, qualificano gli intermediari della società di informazione in un modo che oggi non è più attuale -, spiega Rossi, – e questo significa che i giudici non devono più considerare le piattaforme di vendita online come intermediari della società di informazione, ma come soggetti che partecipano attivamente al processo di vendita, in pratica come co-venditori. Le piattaforme non potranno più dire: non c’entro niente, rivolgetevi al merchant. Non c’è nemmeno necessità di cambiare la direttiva: basta interpretarla, nel senso che gli intermediari sono da considerarsi oggettivamente responsabili anche dei prodotti venduti da terze parti».

Questo tema, secondo Rossi, si può e si deve applicare anche all’IVA: «Se la signora Angela Bolger è stata dichiarata danneggiata dal tribunale californiano, lo stato italiano non è da considerarsi danneggiato per l’IVA che non incassa da queste terze parti di produttori che non sono reperibili o che spariscono in breve tempo dai marketplace dove, fino a poco tempo prima, hanno proposto in vendita i loro prodotti?». Il parere, che avrà valore a livello europeo, dovrebbe arrivare nell’arco di un mese, verso fine ottobre, e a quel punto Rossi promette di darne la più ampia diffusione possibile: «Lo veicoleremo a tappeto, anche ai colleghi retailer degli Stati Uniti, ma non solo: vorremmo anche organizzare un grande convegno sul tema in cui coinvolgere alcuni magistrati, ascoltare le loro opinioni in merito, in collaborazione, tramite Optime, con l’Unione nazionale consumatori».