ERP ITALIA: La normativa europea è un passo importante verso il totale recupero dei materiali riciclabili

Alberto Canni Ferrari, Procuratore Speciale del Consorzio ERP Italia
Alberto Canni Ferrari, Procuratore Speciale del Consorzio ERP Italia

Con la prossima entrata in vigore dei decreti legislativi che recepiscono le Direttive Europee facenti parte del “Pacchetto Economia Circolare” adottato dall’Unione Europea a luglio del 2018, l’Italia punta ad allinearsi ai Paesi che più efficacemente si occupano del riciclo delle materie di scarto e dei rifiuti e ad introdurre modelli di produzione e consumo sostenibili per il rilancio dell’economia.

Alberto Canni Ferrari, Procuratore Speciale del Consorzio ERP Italia e grande esperto di economia circolare commenta così le nuove indicazioni legislative: «Le Direttive Europee puntano a far adottare a tutti i Paesi della UE modelli di gestione delle risorse che pongono fortemente l’accento sulla salvaguardia ambientale e sul rigetto di ogni forma di spreco grazie ad un pacchetto di misure che riduce gradualmente, ma drasticamente, il ricorso allo smaltimento in discarica dei rifiuti a favore di molteplici forme di riuso. In questo modo il legislatore europeo ha dimostrato uno scatto in termini di lungimiranza che, soprattutto in questo periodo, conferma quanto, in futuro,  i sistemi di produzione debbano adeguarsi, già nelle fasi progettuali, ai principi dell’economia circolare.

Per quanto riguarda il settore di nostra competenza, ovvero quello relativo ai Rifiuti di Pile ed Accumulatori (RPA) e ai Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), le Direttive approvate prevedono che ogni Paese, per cui anche l’Italia, monitorino con più frequenza la situazione, anche attraverso una relazione contenente informazioni, comprese stime sulle quantità, in peso, delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) immesse sul mercato e dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) raccolti separatamente ed esportati ed informazioni riguardanti la raccolta ed il riciclo dei rifiuti di pile e di accumulatori elaborate dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). Un provvedimento che rende ancora più stringente il monitoraggio su eventuali scorrettezze nelle modalità di smaltimento di questi rifiuti che, se trattati secondo i regolamenti in vigore, rappresentano delle vere e proprie miniere urbane in termini di recupero di materie prime seconde, come metalli e vetro, pronte per essere utilizzate in nuovi prodotti.

Noi continueremo a promuovere, presso i cittadini e le amministrazioni locali e centrali, le modalità che contribuiscono a procedere ad una proficua raccolta delle apparecchiature elettriche e elettroniche la cui raccolta e il cui smaltimento, voglio ricordarlo, sono a carico dei rivenditori presso i quali ci recheremo per l’acquisto di nuovi dispositivi. Un sistema che ad oggi ha permesso, in Italia, di condurre a regolare smaltimento importanti quantità di RAEE e di pile e accumulatori, ma è fondamentale fare di più e questa nuova normativa, sono convinto, ci consentirà di fare un passo importante verso il totale recupero dei materiali riciclabili».