Faber – Investire sui canali digitali per instaurare una comunicazione diretta con il consumatore

Riccardo Remedi, Managing Director di Faber
Riccardo Remedi, Managing Director di Faber

Stiamo attraversando quelli che molti chiamano una nuova normalità e Riccardo Remedi, Managing Director di Faber ci racconta come l’azienda ha affrontato questa emergenza e quali sono i progetti per il futuro.

Quali sono i punti chiave su cui intendete impostare le vostre strategie aziendali nell’ottica di raggiungere una nuova normalità dopo l’emergenza Coronavirus? Nel vostro modo di operare, cambierà qualcosa rispetto al passato?

Premetto che la prima variabile che ha guidato e continua a guidare le nostre scelte aziendali è il grande senso di responsabilità verso la salute di tutti i nostri collaboratori, sia interni che esterni. Una scelta intrapresa sin dalle prime fasi del lockdown e che oggi ci permette di affermare che siamo in grado di soddisfare la domanda dei mercati producendo in totale sicurezza. Questo è anche il primo presupposto per ritornare a investire in uno sviluppo sostenibile e solido della nostra azienda, rafforzato dalla consueta determinazione e visione di medio-lungo periodo che ci ha sempre contraddistinto: un evento come l’emergenza Covid-19 non rappresenta solo una sfida molto impegnativa per le imprese, ma anche un’occasione per riaffermare l’importanza della digitalizzazione e di una relazione forte con tutti i nostri dipendenti e partner.

Quali obiettivi vi prefissate di raggiungere nel prossimo futuro?

Una delle nostre priorità è salvaguardare il risultato 2020, che, seppur compromesso dal lockdown di quasi due mesi, può ancora consentirci di recuperare una parte del terreno perduto. Come sempre, lavoreremo portando avanti tutti gli obiettivi strategici che l’azienda ha già fissato, come consolidare lo sviluppo internazionale sui mercati chiave quali l’Italia, l’India e gli Stati Uniti (area dove Faber ha grandi margini di crescita) senza sottovalutare il presidio dell’Europa. È un obiettivo che intendiamo raggiungere grazie al supporto dei nostri distributori, partner commerciali e clienti che continueremo a coinvolgere in una fattiva promozione del nostro catalogo e delle tante novità che presenteremo nei prossimi mesi. Allo stesso tempo vogliamo instaurare una relazione sempre più diretta con il consumatore finale – in questa direzione continueremo a investire nello sviluppo dei canali e nella comunicazione digitale – e ampliare la brand awareness e reputation anche grazie al lancio di prodotti distintivi.

Come sta andando l’export? Avete registrato forti cali a causa del lockdown?

Le settimane di lockdown hanno segnato ovviamente un forte calo della produzione della fabbrica italiana di Sassoferrato, con conseguenze sul secondo trimestre dell’anno che si traducono in risultati inferiori rispetto alle nostre previsioni di inizio anno, ma siamo fortemente impegnati a recuperare questa contrazione in tempi rapidi. L’impatto dell’emergenza Covid-19 sulle vendite c’è stato e probabilmente si registrerà sull’intero fiscal year, ma alcune nostre unità produttive in Turchia, Svezia e Messico hanno continuato a lavorare, anche se a ritmi ridotti, e questo ci ha posto in una condizione di parziale vantaggio.