IFA Special Edition: cosa sta succedendo?

A volte la perseveranza rischia di trasformarsi in ostinazione. Un’infinità di fiere ed eventi sono stati rinviati in tutto il mondo a causa della pandemia. Numerose aziende hanno dato disposizioni ai loro dipendenti di non partecipare ad eventi internazionali per il 2020.

IFA Berlin, in controtendenza con tutte le altre fiere tedesche (che si sarebbero, tra l’altro, tenute successivamente) ha deciso di inventarsi – oltre ad una parte digitale – un evento “fisico” dal 3 al 5 settembre (mentre proprio la Germania è fra i paesi dove sta riemergendo la preoccupazione di un rialzo del tasso infettivo).
Ora, l’ennesima comunicazione da Berlino recita: “IFA Global Markets rinviato al 2021 (…). Le persistenti restrizioni di viaggio impediscono alle aziende, in particolare dei mercati principali degli espositori asiatici, di partecipare in modo efficace all’IFA (…). I piani per riunire produttori, distributori e rivenditori dell’elettronica di consumo (…) a Berlino come parte dell’edizione speciale IFA 2020 si sono rivelati impossibili per le aziende dei mercati asiatici. (…)
In queste circostanze, molti hanno dovuto rimandare la loro partecipazione a IFA Global Markets al prossimo anno”.
Si tratta di 600 aziende che verranno coinvolte nell’IFA Virtual Market Place.
Viene spontaneo chiedersi: non sta lentamente perdendo motivazione organizzare trasferte “fisiche” a Berlino? Non è meglio concentrarsi sull’organizzazione digitale?
Certo, al momento si contano ancora adesioni di prestigio come
BSH, Huawei, Honor, JVC Kenwood, LG, Miele, Qualcomm e Schneider electric.
Ma quest’anno IFA rischia di prendere i contorni di un thriller: quale sarà l’epilogo?