Il percorso d’acquisto dello smart worker: cosa consigliare e perché

smart workingGli ingredienti fondamentali del paradigma di lavoro smart sono: cultura aziendale, organizzazione e strumenti. Molte aziende, colte alla sprovvista dall’emergenza di inizio 2020, hanno reagito soffermandosi su quello (dei tre) che avrebbero potuto gestire in tempi brevi, ovvero gli strumenti; ora, lo sviluppo del modello di lavoro smart non si arresta e, mentre le aziende si concentrano sugli aspetti culturali e organizzativi, le persone si devono attrezzare con dispositivi che permettano la massima produttività a prescindere dalla presenza o meno in ufficio. Ecco la dotazione di un ottimo smart worker e, prodotto per prodotto, su quali aspetti concentrare l’attenzione.

Notebook: favorire la portabilità
Visto che smart working non significa lavorare da casa ma ovunque, il notebook è lo strumento principe del nuovo paradigma di lavoro. Le caratteristiche da valutare dipendono ovviamente dal tipo di lavoro che si svolge, ma la prima cosa da valutare è la massima portabilità. Idealmente, il notebook dello smart worker è leggero, compatto, facilmente trasportabile e, fattore tutt’altro che secondario, assicura ottima autonomia, quantificabile in (almeno) una giornata di lavoro (8-9 ore).

Smartphone: le dimensioni contano
Lo smartphone è un altro strumento di lavoro indispensabile, senza il quale la collaborazione costante con colleghi, team e clienti sarebbe molto difficile da ottenere. Notebook e smartphone sono complementari e, nella dotazione dello smart worker, c’è bisogno di entrambi: uno per attività più impegnative (notebook), l’altro per la connettività onnipresente e la massima reattività di fronte ad e-mail, messaggi, richieste e avvisi (smartphone). Per questo sono determinanti le sue dimensioni, poiché l’impiego prolungato non deve affaticare la vista, ma deve garantire anche ottime prestazioni per poter gestire un buon multitasking, nonché l’onnipresente autonomia. Meno importanti, gli aspetti multimediali.

Connettività eccellente, ma non solo a casa
Questo aspetto è fondamentale: per lavorare in modo smart bisogna avere una connessione a Internet non solo affidabile, ma anche dalle buone prestazioni. Questo vale sia in casa, dove ci si può avvalere di connessioni di qualità crescente fino alla fibra, ma anche fuori, laddove inizia a diffondersi il 5G ma non è ancora capillare. Per lavorare, un buon 4G è più che sufficiente, ma attenzione alle caratteristiche di banda e di latenza: la prima è fondamentale per il trasferimento dei file di grandi dimensioni – per il quale conta soprattutto l’upload, vero limite delle connessioni domestiche ADSL – la seconda per evitare ritardi “esagerati” durante le videoconferenze.

Dispositivi di networking: Router 4G e reti Mesh
In casa, bisogna ottimizzare al massimo la propria connessione, ovvero due aspetti: la connettività verso Internet e quella interna, che solitamente si avvale del wi-fi. Se la zona non è servita da connettività in fibra, un’idea interessante è avvalersi di un router 4G, che effettua la connessione web via rete mobile e la distribuisce su tutti i dispositivi wi-fi presenti in casa. Per la migliore diffusione del wi-fi, soprattutto in ambienti ampi e case su più piani, c’è l’opzione della rete Mesh, composta da tanti piccoli satelliti (nodi) che estendono la rete in tutta la casa senza perdita di prestazioni.

Mai dimenticare la sicurezza
Fondamentali sono anche gli strumenti di protezione degli endpoint, ovvero dei notebook, degli smartphone, dei tablet ecc. Non dimentichiamo, infatti, che smart working significa accedere a risorse aziendali (anche) con dispositivi privati, verso i quali l’attenzione per la sicurezza potrebbe non essere prioritaria. Il classico antivirus ha lasciato spazio a suite software in grado di monitorare tutte le attività del dispositivo, di proteggerlo e identificare comportamenti sospetti.

Tablet, l’alternativa ultraleggera
A seconda del lavoro che si svolge, il notebook potrebbe essere sostituito dal tablet, tanto più che negli ultimi anni le due categorie (e tutte quelle “intermedie”) si stanno avvicinando sempre di più. Un tablet offre un livello di comodità e portabilità impareggiabile, e proprio sulla base di ciò basa il proprio successo a livello lavorativo.

Stampante, impossibile farne a meno nell’Home Office
Abbiamo già detto che smart home non significa lavorare (per forza) da casa, ma certamente l’ufficio domestico verrà usato spesso. Una stampante non può mancare: in questo caso, il consiglio è rivolgersi a un modello che, pur garantendo un’apprezzabile qualità di stampa, sia soprattutto in grado di garantire volumi importanti, autonomia e velocità; meglio rivolgersi verso un modello multifunzione che integri anche scansione e copia.

Un monitor extra per non affaticare la vista
Il notebook è il compagno di vita dello smart worker, ma di solito il suo schermo non supera i 13” o 15”: un po’ poco per chi deve trascorrerci ore e ore. Mentre in viaggio o trasferta c’è poco da fare, quando si lavora da casa è possibile collegare il notebook/tablet a uno schermo secondario, scelto appositamente perché sia ampio, garantisca leggibilità e non affatichi la vista. In questo modo, il display del notebook diventa uno schermo secondario. A seconda delle esigenze specifiche, è poi possibile rivolgersi a prodotti dedicati ai professionisti del video o della grafica.