Faber – L’evoluzione della cappa

Riccardo Remedi, Managing Director di Faber
Riccardo Remedi, Managing Director di Faber

La sua bellezza e l’estetica sono le prime caratteristiche a balzare all’occhio, ma non bastano a rendere giustizia alla cappa aspirante, un prodotto che nell’ultimo ventennio si è trasformato sotto innumerevoli punti di vista, riducendo i consumi e abbattendo il rumore ma, soprattutto, aumentando costantemente l’efficacia nella captazione dei fumi e degli odori e combattendo l’inquinamento indoor.
Le cappe più all’avanguardia presenti sul mercato puntano a contribuire significativamente a migliorare l’aria di casa, monitorando con precisione la sua qualità e la presenza di inquinanti.
Tra le aziende più innovatrici del settore, un posto d’onore spetta senza dubbio a Faber che, nei suoi sessantacinque anni di storia, non ha mai tradito la sua specializzazione nello sviluppo e costruzione di questo elettrodomestico, che ha portato ad altissimi livelli di performance e design, riscuotendo grande apprezzamento sia in Italia sia all’estero.
Con un fatturato consolidato di 330 milioni di euro nel 2019 e 3,5 milioni di unità, di cui 850.000 cappe prodotte nei soli stabilimenti italiani, l’azienda prosegue nel suo percorso di sviluppo internazionale – basti pensare che oltre il 90% del suo fatturato deriva attualmente da vendite fuori dai confini italiani – nonostante resti saldamente legata all’Italia e alle Marche.
Consolidare la rete commerciale, sviluppare una relazione sempre più diretta con il consumatore finale e accrescere la notorietà e la reputation del brand con prodotti dal grande valore aggiunto sono gli obiettivi strategici che Faber persegue, come spiega in questa intervista il Managing Director, Riccardo Remedi.

Quale andamento ha caratterizzato l’ultimo biennio 2018-2019 per Faber?
Sono stati due anni indubbiamente positivi, dei quali siamo molto soddisfatti.
Ogni nostra attività è sempre mirata a uno sviluppo sostenibile nel medio-lungo periodo, pertanto ciò che costruiamo deve essere duraturo nel tempo. Grazie a questa filosofia, siamo riusciti a ottenere ottimi risultati con i nostri partner anche in aree per noi strategiche. I prodotti a marchio Faber hanno registrato trend positivi in Italia, India e negli Stati Uniti, mercato quest’ultimo per noi dall’alto potenziale. Continuiamo poi a presidiare sia l’Europa occidentale sia quella orientale grazie a distributori con cui è attiva una partnership di lunga data, che ci supportano nella promozione del brand e dei prodotti, contribuendo attivamente al conseguimento dei risultati ottenuti in questi anni.

I prodotti tecnologici si evolvono sempre più velocemente, acquistando anche funzioni e significati diversi. Che vantaggi offre una delle migliori cappe Faber e perché un consumatore dovrebbe acquistare un modello di nuova generazione?
Attualmente la cappa aspirante sta assumendo un ruolo sempre più importante nel trattamento e purificazione dell’aria e in questa direzione stiamo indirizzando la ricerca perché siamo certi che questo elettrodomestico possa contribuire significativamente a migliorare l’aria sia della cucina sia del resto della casa. In questa direzione, stiamo sviluppando nuovi modelli, che sono in grado non solo di filtrare l’aria ma di monitorarne la qualità, dando inoltre una concreta informazione sul livello di salubrità dell’ambiente e degli agenti inquinanti presenti. Stiamo lavorando su prodotti che vadano al di là della filtrazione tradizionale per offrire un buon livello di purificazione in tutto la casa; un tema al quale siamo molto attenti, come sottolinea il nostro payoff “Air Matters” che vuole davvero ribadire l’importanza della nostra mission a 360°. La situazione che stiamo vivendo aumenta notevolmente la sensibilità dei consumatori verso l’inquinamento ambientale, sia outdoor che, soprattutto, indoor. È noto che l’aria in ambito domestico sia più inquinata di quella all’esterno.

Quali tecnologie ha sviluppato Faber per il trattamento dell’aria?
Tra le nostre più recenti innovazioni in questo ambito, vorrei citare i due concept K-Air e P-Air. La prima è una cappa verticale intelligente, dotata di touch screen e di un’apposita App che, grazie a un sofisticato sensore, tiene monitorati i principali parametri di salubrità dell’aria quali temperatura, percentuale di umidità, presenza di composti organici volatili (i cosiddetti VOC o COV), anidride carbonica, ossido di azoto e metano e non appena vengono superate le soglie d’inquinamento la cappa si attiva automaticamente. P-Air è invece un purificatore che può essere spostato da un ambiente all’altro, laddove ce ne sia bisogno. Vedremo nel 2021 un’evoluzione di questi due concept che inoltre confermeranno come Faber stia sviluppando sempre più soluzioni connesse. Non dimentichiamo che la nostra azienda investe circa il 5% del proprio fatturato in R&D.

Credete che le innovazioni degli ultimi anni in questo settore abbiano stimolato (o possano stimolare) la nascita di un mercato non più di sola sostituzione, ma orientato alla scelta di un prodotto gratificante?
A nostro avviso in Italia il livello di sensibilità sul prodotto cappa non è ancora sufficiente per dare a questo apparecchio l’attenzione che meriterebbe, però indubbiamente il mercato si sta muovendo in questa direzione e sta quindi a noi, in sinergia con i nostri partner del trade, sia sul canale cucinieri sia eldom, promuovere i vantaggi indiscutibili garantiti dai plus tecnologici dei nostri prodotti per far comprendere ai consumatori il ruolo centrale che ha nell’ambiente cucina la cappa. C’è ancora molto da fare in questo senso perché non è sempre facile raggiungere gli utenti finali, ma ci stiamo muovendo con attività finalizzate a sensibilizzare e fare cultura presso i rivenditori per informare al meglio il pubblico. La campagna per la sostituzione dei filtri dello scorso anno ne è un esempio.

Manterrete anche quest’anno il vostro storico mix distributivo o state considerando nuovi canali?
Siamo soddisfatti dell’attuale assetto distributivo e proseguiremo su questa strada, supportando i nostri partner commerciali e i nostri clienti a promuovere nel modo più efficace i plus dei nostri prodotti. In questa direzione continueremo a promuovere due linee di prodotto distinte, dedicate da un lato agli operatori del mobile e dall’altro all’insegne eldom, per offrire a ogni canale apparecchi che rispondano alle rispettive caratteristiche. Dallo scorso autunno siamo presenti anche online con la vendita sul nostro sito di alcuni modelli. Una scelta che mira a porci come riferimento all’interno di un contesto che spesso su questo canale è fuori controllo.

Il recente lancio di una sezione Outlet nel vostro sito sembra confermare il vostro interesse verso anche il canale online, è così?
Oggi i canali digitali sono utilizzati da oltre l’80% dei consumatori per raccogliere informazioni e per finalizzare le proprie scelte. Una delle nostre priorità è quella di instaurare un rapporto diretto con i nostri potenziali e attuali clienti, di conseguenza lo sviluppo di questi canali è stata una scelta naturale che nel periodo del lockdown si è rilevata particolarmente vincente. L’emergenza COVID ha dato un forte impulso al processo di digitalizzazione degli italiani e delle imprese da cui credo non si possa più prescindere, anche se la distribuzione fisica, come già evidenziato, rimane per Faber primaria e strategica.

 

Leggi l’intervista completa sul numero di luglio della rivista.