Promozioni, ultima scelta

Fabrizio Valente, amministratore di Kiki Lab
Fabrizio Valente, amministratore di Kiki Lab

«Una possibile risposta alla crisi -, spiega Fabrizio Valente, amministratore di Kiki Lab, – è un percorso di acquisto semplice, veloce, fluido e integrato fra i diversi canali. Si tratta, in realtà, di una tendenza che era già partita prima dell’epidemia e che ora sta crescendo attraverso un maggior utilizzo del digitale e del contatto a distanza. In questo contesto rientra anche la frammentazione del processo di acquisto, mi aspetto per esempio una crescita del “prenota e ritira” a distanza con l’aiuto di un call center o di una chat; in Italia sono in corso sperimentazioni per gli ordini telefonici, quasi un ritorno all’antico.
Naturalmente c’è un tema prioritario che è quello finanziario, è inutile nasconderlo, questa crisi lascerà morti e feriti nelle file del retail».

L’elettronica di consumo è tradizionalmente caratterizzata da un forte ricorso allo strumento promozionale, un’opzione che appare quasi obbligata per uscire dalla crisi. «Ė la strada da evitare – sottolinea Valente – mentre sarebbe necessario fare altro puntando per esempio su un sistema di fidelizzazione con premi ad alto valore percepito per il consumatore. Il retailer è chiamato a cambiare approccio: allo stesso prezzo deve offrire qualcosa di più in termini di servizi, di eventi, di experience. Temo, però, che ci troveremo in una bagarre promozionale molto spinta. Del resto, stiamo parlando di un mercato che si è bloccato di colpo e che deve ripartire. Inoltre, è molto forte la concorrenza dei grandi player dell’e-commerce. L’elettronica di consumo rientrava nei beni di prima necessità ed era quindi possibile spostarsi da casa per raggiungere un negozio dell’eldom. Molti italiani pensavano, però, che non fosse permesso, anche per colpa della politica che non è stata abbastanza chiara».

«C’è un’opportunità strategica, direi perfino storica – conclude Valente – certo non semplice, su cui il settore è in grande ritardo: lo sviluppo dei prodotti di marca privata. Il successo dei grandi gruppi distributivi, come per esempio Decathlon, è basato proprio sulla marca privata che oggi caratterizza una parte consistente dell’assortimento. E nel mondo sportivo non mancano certo i grandi marchi internazionali. In passato i retailer di elettronica di consumo ci hanno provato, ma forse senza la necessaria perseveranza. Non va trascurata, infine, l’espansione dell’assortimento sfruttando le superficie medie dei negozi di elettronica di consumo: per esempio, ci sono interessanti potenzialità per alcune categorie del food di qualità».