Vestel – In relazione costante con i clienti

Massimiliano Giorgino, managing director di Vestel
Massimiliano Giorgino, managing director di Vestel

Com’è iniziata la fase 2? Com’è cambiato il rapporto con i consumatori e con il trade? Lo abbiamo chiesto a Massimiliano Giorgino, managing director di Vestel.

«La fase 2 per i brand distribuiti dal gruppo Vestel è iniziata un po’ come abbiamo chiuso la fase 1: in continuità. Complice è stato anche il fatto che la fase 2 “all’italiana” si è rivelata essere da subito una “fase 1 e 1/2”, con ricadute a livello distributivo che hanno visto i canali Retail tornare ad una operatività in presenza molto buona e con i produttori e distributori di cucine componibili ed elettrodomestici ad incasso ancora forzatamente fermi.

A dire il vero noi non ci siamo fermati neanche un attimo, se non durante la stasi di fine marzo/inizio aprile dove non si capiva che direzione prendevano i numeri sanitari, con un costante e produttivo dialogo con i clienti, che ha portato ad importanti flussi logistici di prodotto finito.

Il rapporto con i clienti nel tempo non si è sostanzialmente modificato. Non potendo incontrarsi in persona, i sistemi di videoconferenza hanno giocato un ruolo decisivo, molto spesso in positivo con scambio di informazioni mirato e pragmatico.

Per quanto riguarda i consumatori finali i dati in nostro possesso ci fanno vedere da una parte un livello di attenzione sui social diminuito nella parte iniziale del lockdown (ma un pronto recupero successivamente a questa), e dall’altra una grande pazienza nel sopportare i disservizi organici che si sono verificati nel momento di chiusura totale delle attività dove in Centri di Assistenza hanno avuto difficoltà ad evadere tutte le richieste di riparazione.

In sintesi dal nostro punto di osservazione, privilegiato in quanto gestiamo un elevato numero di richieste ed interventi, i consumatori italiani hanno reagito con compostezza e comprensione alle problematiche emerse dal lockdown. Ed i nostri clienti Trade sono pronti più che mai a capitalizzare su incrementi percentuali del sell-out (rispetto al 2019) che non si vedevano da parecchio tempo».