R.G.V. – «Il Coronavirus ha accelerato i cambiamenti che erano già in atto»

Marco Di Leo, CEO R.G.V.
Marco Di Leo, CEO R.G.V.

Maggiore attenzione ai cambiamenti in atto e ai nuovi bisogni dei consumatori è la strategia di R.G.V. per questa fase 2. Ne abbiamo parlato con Marco Di Leo, CEO dell’azienda.

Quali sono i punti chiave su cui intendete impostare le vostre strategie aziendali nell’ottica di raggiungere una nuova normalità dopo l’emergenza Coronavirus? Nel vostro modo di operare, cambierà qualcosa rispetto al passato?
Porremo ancora più attenzione ai cambiamenti, perché siamo convinti che il Coronavirus abbia accelerato molto ciò che era già in atto, e in particolare ci focalizzeremo sull’attenzione al consumatore perché è da lì che si parte. In questo momento, però, siamo altrettanto convinti che non tutto possa dipendere da noi: indipendentemente dalle nostre strategie, è necessario che passi un po’ di tempo perché si possa arrivare a una nuova normalità. Riguardo poi al nostro modo di operare, non credo che, in linea generale, ci saranno grossi cambiamenti considerando le caratteristiche della nostra azienda in quanto produttore italiano. Come accennavo prima, porremo maggiore attenzione a tutto, quindi anche ai cambiamenti, se dovessero necessitare.

Quali obiettivi vi prefissate di raggiungere nel prossimo futuro?
Al momento credo sia impossibile stabilire degli obiettivi specifici, anche perché lavorando con l’estero bisognerà attendere che la “normalità” arrivi in tutti i Paesi che sono stati colpiti dal Coronavirus dopo di noi. Come già dicevo, porremo più attenzione a tutto in modo da essere pronti per ripartire il più velocemente possibile.

Su quali prodotti intendete puntare in questa fase di ripresa?
Continueremo a puntare sulla nostra gamma mantenendo la nostra identità e andremo avanti come ci eravamo prefissati prima del Coronavirus senza cambiare le strategie sui prodotti.

Come sta andando l’export? Avete registrato forti cali a causa del lockdown?
I mercati esteri, essendo stati colpiti dal Covid-19 dopo di noi, risultano “bloccati” perché si trovano nella stessa condizione in cui si è trovata l’Italia con lo scoppio della pandemia. A causa di questa situazione, abbiamo registrato forti cali a livello di export.