ERP Italia a fianco dei retailer anche durante il Coronavirus

Alberto Canni Ferrari, Procuratore Speciale del Consorzio ERP Italia
Alberto Canni Ferrari, Procuratore Speciale del Consorzio ERP Italia

Il Coronavirus ha cambiato le modalità di acquisto dei consumatori, ma – per quanto possibile – non ha fermato la raccolta RAEE. Ne abbiamo parlato con Alberto Canni Ferrari, Procuratore Speciale del Consorzio ERP Italia che ha evidenziato anche come il Consorzio sia al fianco dei retailer nella gestione dei RAEE.

«In questi mesi di crisi legata al Coronavirus le nostre abitudini di consumo sono profondamente cambiate e alcune di esse potrebbero consolidarsi e diventare degli stili di vita. Il mondo dei punti vendita al dettaglio e della GDO ha dovuto adattarsi ed innovarsi per far fronte al cambiamento.

Categorie distributive, come i supermercati, da tempo hanno imboccato la strada della “smaterializzazione” dell’esperienza d’acquisto attraverso, ad esempio, la formula “scan, bag and go” che permette ai possessori di una carta fedeltà di gestire autonomamente la scansione dei prodotti, utilizzando il cellulare o una App, imbustarli, pagare attraverso Google o Apple Pay e lasciare il negozio senza passare per le casse, accorciando i tempi di permanenza in negozio, effetto che di questi tempi è funzionale a scongiurare eccessivi affollamenti. Insieme però al nuovo che avanza permangono prassi per le quali non valgono deroghe. Infatti, nonostante l’aumento del ricorso alle piattaforme di e-commerce, non variano le regole per lo smaltimento dei dispositivi dismessi. Stiamo parlando dei cosiddetti RAEE, ovvero i rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, a cui si aggiungono pile e accumulatori.

Sia che l’acquisito del nuovo dispositivo si svolga presso il punto vendita, sia che si tratti di un’operazione fatta online vale la regola che il consumatore ha diritto di richiedere al rivenditore il ritiro della vecchia apparecchiatura di cui vuole disfarsi. In sintesi, nel caso del negozio, il consumatore può consegnare il dispositivo da dismettere contestualmente al momento del ritiro del nuovo. Sarà poi cura del rivenditore svolgere tutte le formalità previste e consegnare le vecchie apparecchiature al sistema di raccolta e di riciclo, che nel caso dei RAEE significa, in prima battuta, evitare che molti metalli pesanti possano contaminare l’ambiente e, successivamente, il recupero di materiali preziosi come ora e argento. Vale ovviamente anche il cosiddetto servizio “1 contro 0”, ovvero la possibilità per i cittadini di conferire il proprio rifiuto RAEE di piccole dimensioni (lato lungo max 25 cm) presso i punti di raccolta o gli appositi contenitori, dislocati anch’essi spesso presso i punti vendita dei negozi di apparecchiature elettroniche, come pile e accumulatori. Il sistema di smaltimento dei RAEE non si è mai fermato, anche in tempo di Coronavirus. Abbiamo affrontato questo periodo in maniera responsabile senza interrompere la filiera per quanto ci è stato consentito dal rallentamento che ha coinvolto i sistemi di riciclo delle materie prime seconde originate dai processi di trattamento.

Quello che è importante sottolineare è che la GDO non deve avvertire il peso di queste operazioni perché esiste un sistema efficiente capace di supportarla in queste operazioni, una sorta di supply chain del riciclo RAEE e di Pile e Accumulatori, che si può occupare dalla gestione dei rifiuti prodotti dal punto vendita (tipo RAEE imballaggi ingombranti ecc.. ), a quella dei rifiuti da restyling punto vendita in caso di smantellamento o rifacimento, all’1vs1 1vs0 per la distribuzione in base agli obblighi sanciti dal Dlgs 49/14, alla consulenza operativa tipo tenuta Registri MUD Iscrizione Albo Nazionale Gestori Ambientali e molto altro.