Il robot è decisamente cambiato

Neato Hakim Mazili CountryManagerItalia
Hakim Mazili, Country Manager Italia di Neato

Il robot aspirapolvere ha una nuova identità e un nuovo tipo di fruibilità. Ma i consumatori lo sanno? «Per attivare un robot di ultima generazione – spiega Hakim Mazili, Country Manager Italia di Neatonon serve più la presenza in casa dell’uomo. Questa è la prima grande novità.
A differenziare i modelli evoluti dalle prime versioni è infatti il livello di intelligenza dell’apparecchio. Abbiamo così sul mercato due grandi categorie di robot aspirapolvere: quelli smart e quelli che potremmo definire “manuali”, perché si attivano premendo il pulsante. I nuovi modelli, invece, sono in grado di adattarsi meglio alle esigenze dei consumatori e non necessitano più della presenza fisica dell’uomo. Tutte le fasi di pulizia sono gestibili da remoto via App, e possono essere programmate e personalizzate attraverso un’interfaccia semplice e intuitiva».

Un’altra importante evoluzione è la tecnologia alla base della mappatura, funzione fondamentale per organizzare un percorso di pulizia efficace e metodico. Il robot aspirapolvere di nuova generazione diventa così un vero alleato in casa.
«In questo ambito, Neato – prosegue Mazili – ha optato per lo sviluppo di tecnologie laser, che sono più precise rispetto, per esempio, all’uso di sensori o delle cam, perché il laser mappa anche in condizioni d’illuminazione scarsa o mancante».

A fare ulteriormente la differenza in un prodotto di nuova generazione è anche la compatibilità con i vari assistenti vocali, che offre un’ulteriore modalità di far funzionare il robot senza muovere un dito.

A questo punto occorre un’efficace strategia espositiva, perché il consumatore capisca che un robot avanzato è molto diverso dalle sue prime versioni.
«Presentare in modo esaustivo questi robot è una sfida fondamentale – conferma il Country Manager Italia di Neato – e la prima difficoltà è proprio far capire al potenziale acquirente che non esiste un solo tipo di robot, ma ne esistono diversi, con fasce di prezzo molto eterogenee.
Non c’è un canale distributivo migliore di un altro: l’approccio corretto è sempre quello multichannel. In Italia, però, il 60% delle vendite di robot avviene in store e quindi il retail dovrebbe approfittare di questa opportunità, allestendo un lineare premium, “parlante” e in grado di mostrare il robot in funzione, dando modo a tutti di interagire con l’apparecchio».