Tornare a produrre in Italia

Gianpiero Morbello, Head of Brand Strategy and Identity di Candy Group
Gianpiero Morbello, Head of Brand & IoT di Haier Europe

Dopo anni nei quali la produzione di elettrodomestici ha scelto frequentemente la via della delocalizzazione, c’è chi invece decide di rientrare e lo fa come scelta strategica. È il caso di Haier che, prima dell’emergenza Coronavirus, ha annunciato l’intenzione di riportare in Italia la produzione di 100.000 lavatrici. A prescindere dalla possibilità o meno di mettere in pratica il progetto a causa della pandemia, quali sono per il Gruppo il significato e la finalità di questa operazione?

«Questo trasferimento – spiega Gianpiero Morbello, Head of Brand & IoT Haier Europe – fa seguito alla decisione di cambiare il mix della fabbrica italiana di Brugherio, aumentando il valore della produzione effettuata e al contempo migliorandone le linee di prodotti e la robotica per sviluppare ulteriormente la capacità e le installazioni dello stabilimento. Il trasferimento di questa linea di prodotti in Italia ridurrà la catena logistica e i tempi di consegna migliorando anche la flessibilità nel processo di consegna ai nostri clienti finali».

Il fine del progetto è quindi quello di affidare a questo impianto italiano la realizzazione di prodotti dal valore aggiunto, che potranno beneficiare degli strumenti evoluti di cui è dotata la fabbrica, garantendo nel contempo consegne più veloci ai clienti del trade. A essere costruite a Brugherio saranno le lavatrici built-in a marchio Candy, «un business segment – afferma Morbello – che richiede un approccio su misura e una particolare vicinanza al mercato e ai clienti: oltre al fattore di produzione esiste anche un fattore logistico di tempi di consegna e di vicinanza ai consumatori».

I vantaggi quindi sono diversi e tra questi spicca l’indiscusso beneficio strategico di poter seguire i clienti con un approccio ad hoc, tipico del made-in-Italy.
Purtroppo la pandemia ha bloccato temporaneamente le produzioni nella Penisola, ma al momento sembra che il progetto di Haier non sia stato revocato, ma resta in attesa di trovare la situazione adatta per essere messo in pratica quando tutto ripartirà.

«Il trasferimento della produzione – conferma Morbello – era già stato stabilito e verrà attuato come da programma non appena l’attività produttiva potrà essere riavviata. Non ci sono stati annullamenti o cambi di programma a causa della pandemia, l’operazione resta confermata».

Un bell’esempio che dimostra la forza ancora insita nella forza produttiva del nostro Paese, che ci auguriamo si risollevi presto e con più slancio di prima.