L’emergenza ha spinto l’e-commerce

Roberto Liscia, presidente di Netcomm

L’obbligo di quarantena ha trasformato la vita quotidiana e con essa gli acquisti. I numeri parlano chiaro, ben il 75% di coloro che si sono avvalsi dell’e-commerce durante l’emergenza Coronavirus non ne aveva mai usufruito prima. È quanto testimonia un’indagine realizzata da Netcomm, il Consorzio italiano del commercio digitale.

«Abbiamo condotto una ricerca lampo su 200 dei nostri associati – racconta lo stesso presidente Roberto Lisciada cui è emerso che il 75% degli acquirenti da siti di e-commerce non lo aveva mai fatto prima. Quindi si tratta di nuovi utenti che, si spera, porteranno in alto la percentuale di oggi».
Un dato che ha portato una nota di positività nelle settimane di quarantena, che ha messo a durissima prova tutte le imprese.

L’indagine, svoltasi tra il 17 e il 23 marzo 2020, ha proposto due differenti questionari: uno indirizzato alle aziende che vendono al consumatore finale (merchant) e uno alle imprese di servizi b2b. Dalla prima categoria sono pervenute a Netcomm 150 risposte complete, dalla seconda 226.

Osservando i dati riguardanti i merchant nel periodo in questione, il 68% dei rispondenti affermava che nelle proprie imprese le vendite erano diminuite, mentre il 22% riscontrava un aumento. Il 10%, infine, registrava una sostanziale stabilità rispetto alle settimane precedenti.

Sempre per effetto dell’emergenza Coronavirus, grandi cambiamenti sono stati adottati anche nei sistemi di pagamento (ricordiamo che anche le catene di alimentari hanno chiesto spesso il pagamento anticipato con carta di credito per evitare scambi di banconote o il tocco di mille mani sui display dei Bancomat). E anche questo passaggio “obbligato” ha favorito l’e-commerce, che prima era spesso ostacolato proprio dai timori di molti consumatori sulla sicurezza dei pagamenti digitali. «Un altro trend che si impenna quasi inaspettato – ha confermato Roberto Liscia – per il pubblico italiano sempre restio ad usare la moneta elettronica, è la crescita dei pagamenti da wallet e da carte di credito».

Siamo quindi alla vigilia di una svolta italiana dell’e-commerce? Forse sì, dal momento che l’indiscussa necessità di un canale alternativo a quello fisico non si potrà dimenticare facilmente.
Il 40,6% dei merchant che hanno sia i negozi fisici sia l’online ha infatti riconosciuto che il canale digitale è stato decisamente un valido supporto nell’affrontare il periodo di emergenza sanitaria.
Bisognerà capire se, una volta conclusa la crisi, la familiarità acquisita con l’e-commerce porterà il settore a nuovi risvolti e a una nuova fase di sviluppo.