Nuove tecnologie per valorizzare il built-in

Fabrizio Valente, fondatore e amministratore di Kiki Lab – Ebeltoft Italy
Fabrizio Valente, fondatore e amministratore di Kiki Lab – Ebeltoft Italy

Valorizzare i prodotti da incasso con un’esposizione accattivante non è semplice, ma oggi si possono percorrere nuove strade per rafforzare l’engagement dei clienti. Fondamentale è avere un approccio aperto, come sottolinea Fabrizio Valente, fondatore e amministratore di Kiki Lab – Ebeltoft Italy che illustra alcuni interessanti esempi.

Quali sono le principali criticità legate all’esposizione dell’incasso nella Gds e in che modo è possibile fare innovazione?
Certamente creare un allestimento accattivante dei prodotti built-in nei negozi della Gds non è semplice, perché questi elettrodomestici, proprio per la loro caratteristica di essere destinati all’incasso nei mobili, acquistano maggiore appeal se sono ambientati. Questo però pone ai retailer un problema di spazio, che non sempre è sufficiente per realizzare un’esposizione che includa anche la presenza di arredi. Inoltre, proporre questo tipo di allestimento implica (sempre per ragioni di spazio) la riduzione del numero di prodotti che è possibile avere in negozio. A mio parere, un interessante suggerimento per bypassare l’ostacolo può venire da un ambito diverso da quello dell’elettrodomestico, ma con esigenze espositive simili all’incasso. Penso al progetto avviato da Mondo Camerette, un concept che si occupa di arredamento per le stanze dei bambini: proprio come per gli elettrodomestici built-in, anche in questo caso il tema centrale è presentare un assortimento ampio, ma anche esposto bene, con un visual piacevole. Questo naturalmente pone il problema dell’ampiezza del punto vendita. Mondo Camerette ha sperimentato con successo un’innovazione che ha permesso di far “convivere” l’esigenza di tenere conto della superficie espositiva a disposizione con la volontà di presentare molti prodotti e in modo attraente. La soluzione è venuta dalle nuove tecnologie che hanno consentito di proporre ai clienti la visualizzazione, attraverso la realtà virtuale, delle camerette progettate in 3D. In pratica, i clienti forniscono le misure reali dell’ambiente da arredare, realizzano il progetto con un consulente e poi grazie all’utilizzo di visori per la realtà virtuale vivono un’esperienza immersiva che gli consente di vedere subito i mobili inseriti nella cameretta. In questa maniera si offre ai clienti un’esperienza nuova e coinvolgente che gli permette di valutare diverse soluzioni ambientate nel proprio spazio domestico, senza la necessità di dover vedere fisicamente tutti i prodotti. Credo che questo tipo di tecnologia potrebbe essere interessante anche per gli elettrodomestici da incasso, risolvendo peraltro, oltre al problema dello spazio espositivo, anche un’ulteriore questione non trascurabile. Se io allestisco nel mio negozio gli elettrodomestici built-in ambientati, devo per forza scegliere un certo stile di arredamento. Ma non è detto che la mia scelta piaccia a tutti: va tenuto presente che un’ambientazione sgradita al cliente potrebbe ottenere l’effetto contrario alla valorizzazione del prodotto.

Un ulteriore modo per aumentare l’engagement, valorizzando i prodotti da incasso, può essere organizzare cooking show nei punti vendita?
L’idea di far diventare il negozio un luogo esperienziale è valida, ma affinché si possano ottenere dei risultati tangibili è indispensabile che iniziative come i cooking show avvengano con continuità: o diventano una parte integrante del posizionamento dello store con un programma annuale caratterizzato da eventi che si devono ripetere, a mio parere, almeno una volta al mese oppure si rischia che l’investimento non dia il ritorno sperato. Oggi è difficile portare le persone in negozio, anche perché non sempre è fattibile avere nomi di grande richiamo. Una possibile alternativa è coinvolgere i clienti come testimonial. Si può ad esempio chiedere a chi ha comprato un prodotto da incasso di inviare una foto dell’elettrodomestico installato nella sua abitazione con un commento che poi verrà pubblicato su uno schermo presente nel punto vendita. In questo modo il feedback di un cliente può diventare un importante strumento di orientamento alla decisione d’acquisto per altri clienti proprio nel momento in cui scelgono se e cosa comprare. È essenziale tuttavia che il commerciante sappia sollecitare i feedback, perché in Italia tendenzialmente non c’è questa abitudine. Anzi, di solito le persone tendono a lasciare un commento solo se sono scontente del prodotto che hanno comprato. È invece fondamentale raccogliere le opinioni dei clienti soddisfatti e fare in modo che siano visibili a tutti in negozio.

I retailer dovrebbero rafforzare la collaborazione con i produttori di elettrodomestici da incasso per creare allestimenti specifici per singoli marchi?
Le attività particolari di collaborazione tra distributori e produttori sono uno strumento che credo vada valorizzato soprattutto per presentare prodotti realmente innovativi. Il tempo delle persone infatti è poco e quindi la creazione di aree specifiche per singoli marchi, dove i clienti possono soffermarsi, deve servire per far scoprire dei prodotti davvero all’avanguardia.

Leggi l’intervista sul numero di aprile della rivista.