CdC RAEE – Tre provvedimenti eccezionali per far fronte all’emergenza

Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE
Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE

Il Coronavirus incide anche sulla raccolta dei RAEE, servizio considerato essenziale dal Governo con il DCPM del 22 marzo 2020. Il Centro di Coordinamento RAEE – assieme ad ANCI, alle Associazioni delle aziende di raccolta e alle Associazioni dei produttori – ha adottato tre provvedimenti eccezionali per tutelare la salute di tutti gli operatori coinvolti e conseguentemente diminuire il carico di lavoro per i mezzi di trasporto e gli impianti di trattamento.

I provvedimenti sono:
• il ritiro dei RAEE domestici dai Centri di Raccolta va effettuato dai sottoscrittori solo in caso di situazioni di necessità;
• le attività di ritiro dei RAEE domestici saranno effettuate con soli ritiri “su chiamata”, evitando quelli “a giro predefinito”;
• le richieste di ritiro sono evase con un Tempo Massimo di Intervento (TMI), eccezionalmente stabilito in 10 giorni per tutti i raggruppamenti.

A oggi, i tre provvedimenti sono stati prorogati fino al 13 aprile, in linea con le recentissime indicazioni del Governo. Ulteriori differimenti sono previsti fino a quando il Governo definirà misure straordinarie legate all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Sempre il 17 marzo, il Centro di Coordinamento RAEE, insieme ai produttori di AEE, UTILITALIA FISE ASSOAMBIENTE, FISE Unicircular – ASSORAEE, FEDERDISTRIBUZIONE AIRES, ha inviato una lettera congiunta al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa per chiedere una deroga eccezionale sui quantitativi e sui tempi massimi di stoccaggio dei RAEE domestici negli impianti di trattamento.

A seguito di questa richiesta, il 27 marzo il Ministero dell’ambiente ha emanato una circolare invitando regioni e province autonome ad allungare in via temporanea i limiti normativi di stoccaggio, per permettere così agli impianti di immagazzinare RAEE oltre i quantitativi fissati dalle singole autorizzazioni.

Pur accogliendo nella loro totalità le richieste fatte congiuntamente dagli operatori della filiera, la circolare ministeriale ha purtroppo un grande limite derivante dai troppi adempimenti burocratici richiesti che male si conciliano con l’attuale situazione emergenziale che richiederebbe al contrario la massima semplificazione possibile per favorire l’operatività di tutti gli attori coinvolti.