Il trend della climatizzazione nel 2019 secondo Assoclima

Assoclima, l’Associazione dei costruttori di sistemi di climatizzazione, federata a Confindustria Anima, rappresenta le principali aziende del settore, italiane e multinazionali. Attiva dal 1964 ha oggi una base associativa di circa sessanta aziende, per un totale di circa 7.200 addetti e comprende tutti i principali segmenti tecnici e le merceologie che fanno capo al comparto, sia a livello residenziale sia professionale. Le imprese associate producono pompe di calore, macchine per la climatizzazione, apparecchi terminali, torri di raffreddamento, ventilatori, scambiatori di calore e componenti per la distribuzione e diffusione dell’aria. Abbiamo intervistato Roberto Saccone, presidente dell’Associazione per avere un quadro dettagliato del settore.

Qual è stato il trend del 2019 per quanto riguarda il sell-in dei sistemi per la climatizzazione?
I primi tre trimestri dell’anno (ultimo dato disponibile) hanno registrato un sell-in nazionale ancora una volta positivo. Non disponiamo ancora dei dati dell’ultimo trimestre, ma difficilmente andranno a cambiare il risultato in modo significativo. Tra alti e bassi si tratta del quinto anno consecutivo in cui il trend è stato favorevole.

È possibile fare una differenziazione dei trend per ogni comparto che fa capo ad Assoclima?
Nell’ambito del mercato italiano, si registra per i primi nove mesi del 2019 un sell-in in crescita del 9-10% a valore per quanto riguarda gli apparecchi a espansione diretta, ovvero quelli che non si avvalgono di fluidi vettori, ma che usano un ciclo frigorifero diretto. Questa categoria include: i mono-blocco trasferibili, ovvero i portatili senza unità esterna; gli split e multi-split; e i sistemi VRF e HVRF, ovvero a portata di refrigerante variabile. Tra i prodotti a espansione diretta, i mono-split registrano un incremento dell’11%, i multi-split invece dell’8%.
Passando invece alle apparecchiature idroniche, ovvero le macchine che portano l’energia negli ambienti attraverso uno scambio termico con l’acqua, si riscontra una crescita del 9% a volume e un incremento del 10% a valore. Va però segnalato che nelle macchine fino a 17 kW, mediamente destinate ad applicazioni residenziali, l’andamento è ulteriormente positivo (+12% a volume e +14% a valore). Il risultato complessivo è frutto di un bilanciamento tra un calo delle macchine che raffrescano soltanto e una crescita delle pompe di calore, che stanno conquistando quote di mercato a scapito delle vecchie tecnologie a ciclo estivo.
Passando a un’altra categoria, hanno evidenziato un ottimo andamento i condizionatori Packaged e Rooftop, che registrano un +21% a volume e un +37% a valore; e le pompe di calore acqua-acqua, che segnano un +21% e un +46% a valore.
Un trend positivo si rileva anche per i terminali, con un +7% a valore.

La stagionalità è ancora molto forte nel determinare le vendite di climatizzatori?
Fino a qualche anno fa coesistevano sistemi di riscaldamento e condizionatori in grado solo di raffrescare. Questo tanto nel settore residenziale quanto nel professionale e terziario.
Oggi invece, nella grande maggioranza delle nuove costruzioni e in ampia misura anche nelle ristrutturazioni si inizia a concepire un unico impianto in pompa di calore, che assolve a entrambe le funzioni.
L’influenza della stagionalità è quindi sempre meno forte e dipende anche dalla tipologia di sistema: se parliamo di macchine a espansione diretta, i climatizzatori disponibili sono ormai tutti in pompa di calore e anche nel comparto delle macchine idroniche stiamo assistendo a uno spostamento progressivo da apparecchi a ciclo estivo a macchine a ciclo annuale, il che ovviamente, a differenza di un tempo, stimola acquisti anche fuori stagione. Ininfluente è invece la stagionalità per quanto riguarda i sistemi VRF, che sono impianti più complessi e costosi, il cui acquisto non può che essere un investimento programmato.
A risentire ancora delle condizioni climatiche sono, invece, gli acquisti di portatili e mono-blocco senza unità esterna.
Ciononostante, a mio avviso, oggi i consumatori iniziano a considerare gli apparecchi per il comfort necessari quanto gli altri elettrodomestici, a prescindere da quanto si useranno nell’immediato: è qualcosa che bisogna avere.