Etichetta energetica – Al passo con l’innovazione

etichetta energeticaL’innovazione del prodotto-elettrodomestico, sempre più performante e smart, corre più veloce dell’assetto normativo per l’etichettatura energetica che l’Unione Europea ha consolidato nel corso degli anni. Da qui è nata l’esigenza primaria di un nuovo assetto della classificazione di ecoefficienza per gli apparecchi che ha portato al Regolamento (UE) 2017/1369 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 4 luglio 2017. Il testo istituisce un nuovo quadro per l’etichettatura energetica e abroga la precedente direttiva 2010/30/UE, basandosi su due pilastri fondamentali: trasparenza e veridicità delle informazioni per tutti i portatori di interesse, dal produttore al distributore, al consumatore finale.

La nuova classificazione prevede il riscalamento dell’attuale etichettatura energetica dei prodotti in classe A+, A++ e A+++, riportando l’assetto su una suddivisione in sette classi dalla A (verde, massima ecoefficienza) alla G (rosso, maggiore consumo energetico).
Data la crescente efficienza energetica di numerosi prodotti, sono sempre di più gli elettrodomestici che ottengono la classificazione A+, A++ e A+++. Un risultato che, sottolinea una nota della Commissione UE, ha dimostrato di essere fonte di confusione per i consumatori. Quindi a partire dal 2021 queste classificazioni saranno gradualmente eliminate per i seguenti gruppi di prodotti la cui tendenza di evoluzione costante delle performance ha segnato, negli ultimi anni, un percorso particolarmente rapido: frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici, televisori e lampade.

Come indica il testo, qualora si introduca o si riscali un’etichetta secondo il nuovo Regolamento, la Commissione assicura che nella classe di efficienza energetica A verosimilmente non figurino prodotti al momento dell’introduzione dell’etichetta e che il tempo previsto entro cui la maggior parte dei modelli rientri in questa classe sia di almeno dieci anni. Qualora si preveda, invece, che la tecnologia evolva più rapidamente, si stabiliscono requisiti tali da garantire che nessun prodotto rientri nelle classi energetiche A e B al momento dell’introduzione dell’etichetta.

Fra le principali innovazioni introdotte dal Regolamento spicca la creazione della banca dati europea dei prodotti per l’etichettatura energetica (EPREL). Dal 1° gennaio 2019 i fabbricanti, gli importatori e i rappresentanti autorizzati devono registrare nella banca dati tutti i prodotti che richiedono un’etichetta energetica prima di poter essere venduti sul mercato dell’UE. Come si legge nell’articolo 12 del Regolamento, la banca dati è composta “da una parte pubblica, da una parte relativa alla conformità e da un portale online che dà accesso alle due parti” e “serve per i seguenti scopi: a) assistere le autorità di vigilanza del mercato nello svolgimento dei loro compiti a norma del presente regolamento e dei pertinenti atti delegati, inclusa la loro applicazione; b) fornire al pubblico informazioni riguardanti i prodotti immessi sul mercato e le loro etichette energetiche, e le schede informative del prodotto; c) fornire alla Commissione informazioni aggiornate sull’efficienza energetica dei prodotti per riesaminare le etichette energetiche”. Le parti specifiche obbligatorie della documentazione tecnica che il fornitore inserisce nella banca dati riguardano soltanto: “a) una descrizione generale del modello, che consenta di identificarlo univocamente e agevolmente; b) i riferimenti alle norme armonizzate applicate o ad altre norme di misurazione utilizzate; c) precauzioni specifiche da adottare al momento del montaggio, dell’installazione o della manutenzione dell’apparecchio, o quando viene sottoposto a prove; d) i parametri tecnici misurati del modello; e) i calcoli eseguiti con i parametri misurati; f) le condizioni di prova, se non sufficientemente descritte alla lettera b). Su base volontaria, il fornitore può inoltre caricare nella banca dati parti aggiuntive della documentazione tecnica”. Inoltre, la banca dati dei prodotti “è stabilita in conformità dei seguenti criteri: a) riduzione al minimo dell’onere amministrativo per il fornitore e gli altri utenti della banca dati; b) facilità d’uso ed efficienza in termini di costi; e c) che siano evitate automaticamente le registrazioni in soprannumero”. Il provvedimento porta vantaggi anche (e soprattutto) al consumatore. “I clienti che utilizzano la parte pubblica della banca dati dei prodotti sono in grado di reperire facilmente la migliore classe energetica popolata per ciascun gruppo di prodotti, in modo da poter confrontare le caratteristiche dei modelli e scegliere i prodotti più efficienti sotto il profilo energetico”.

 

Leggi l’articolo sull’etichetta energetica sul numero di febbraio della rivista