Il ruolo della fotocamera in un mondo smartphone-centrico

Umberto Tagliaferri, Product Manager Digital Imaging di Panasonic
Umberto Tagliaferri, Product Manager Digital Imaging di Panasonic

I produttori di smartphone puntano tantissimo sulle caratteristiche fotografiche dei propri modelli, soprattutto quelli di gamma alta: lo dicono le specifiche, ma lo dice anche la comunicazione. Il mercato è dunque soggetto a dinamiche particolari, perché da un lato è verissimo che l’utente tipo di una fotocamera compatta guarda con estremo interesse lo smartphone, ma è anche vero che oggi una compatta può costare anche 1/3 di uno smartphone di alto livello.

Tra le aziende impegnate nella fotografia stand alone c’è Panasonic, che può vantare una proposta ampia di fotocamere compatte, tra cui le classiche superzoom e le bridge, ma soprattutto di mirrorless, segmento su cui l’azienda sta puntando moltissimo. Ci interessa dunque capire come si stia muovendo, in questo mercato complesso, uno dei grandi nomi dell’imaging: «Panasonic sta cercando, lungo tutta la gamma, di differenziare l’offerta con prodotti unici e con caratteristiche innovative – afferma Umberto Tagliaferri, Product Manager Digital Imaging di Panasonic – puntando sulla qualità, la versatilità e l’affidabilità, soprattutto in condizioni di scatto difficili». Questi tre rappresentano senza dubbio gli elementi caratteristici di una fotocamera stand alone del 2020 e sono quindi i più efficaci argomenti di vendita.

Il mercato della fotografia tradizionale sta quindi andando sempre più verso un segmento evoluto, e questo spiega sia le forti perdite in volume (a causa degli smartphone), sia quelle decisamente più contenute in termini di valore. Peraltro, Panasonic ci conferma che nella fascia entry del mercato c’è una forte dinamica di prezzo – come dicevamo, una compatta può costare 1/3 di uno smartphone di alto livello – e che tutta l’innovazione di questo settore, presente e futura, si sta spostando verso l’alto della gamma.

Un concetto interessante è proprio quello dell’innovazione, che se è palese in ambito smartphone, è meno visibile nel settore delle fotocamere. Possiamo parlare di riduzione delle dimensioni delle macchine, aumento della potenza di elaborazione dei processori, miglioramento del parco ottiche e delle funzionalità connesse: ma c’è dell’altro? Sì: «Tutte le innovazioni più recenti strizzano l’occhio al professionista o all’amatore evoluto – spiega Tagliaferri – Per esempio, Panasonic è fortemente riconosciuta per il comparto video, che oggi, data l’evoluzione dei social network e della comunicazione in genere, è diventata una componente fondamentale di ogni fotocamera». Ecco dunque un altro aspetto interessante, ovvero la capacità delle fotocamere evolute di assecondare le esigenze dei videomaker più creativi. Si può dire dunque che, se da un lato lo smartphone ha acquisito parte del mercato delle fotocamere stand alone, queste hanno fatto lo stesso con quello delle videocamere: 1-1 e palla al centro.