Lo switch off in sintesi

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Illustrazione di Mirco Milani

Entro giugno del 2022 il digitale terrestre dovrà cedere parte della banda attualmente utilizzata per fare spazio all’arrivo del 5G. In particolare, si tratta della frequenza di 700 MHz. Questa riduzione di banda comporta la necessità di una revisione delle tecnologie di trasmissione televisiva, per riuscire a trasmettere contenuti di alta qualità avendo però a disposizione meno “canali” trasmissivi.
È quindi obbligatorio il passaggio dall’attuale standard DVB-T a uno standard più efficiente. Si è scelto di puntare sul DVB-T2. Più in dettaglio, sarà adottato il DVB-T2 con codifica HEVC main 10. HEVC (High Efficency Video Coding o anche H.265) è un sistema di compressione che consente di trasmettere agevolmente segnali in alta definizione (HD) a fronte di una banda minore rispetto a quella attuale. Si potrebbe addirittura arrivare ad avere canali in 4K, ma questo lo si potrà sapere solo fra qualche tempo quando saranno spartite in modo definitivo le frequenze disponibili tra i vari broadcaster e le TV locali.
Da precisare che il DVB-T2 è l’ultima evoluzione che può avere il digitale terrestre. Se in futuro si renderanno necessarie ancora maggiori prestazioni per le trasmissioni TV si dovrà passare a una tecnologia differente, come il satellite o la TV via internet.
Per il passaggio al nuovo standard, il MISE ha stabilito che le famiglie con una fascia Isee non superiore ai 20mila euro hanno diritto ad un bonus del valore di 50 euro, disponibile fino a dicembre 2022.