Neato – Un mercato dalle grandi potenzialità

Neato Hakim Mazili CountryManagerItaliaNeato, l’azienda californiana che produce robot per la casa, è pronta a cogliere con ottimismo ed entusiasmo le sfide del mercato italiano, dall’inizio dell’anno affidato a Hakim Mazili, country manager per l’Italia e per la Svizzera, che vede nel nostro paese un grande potenziale di crescita per il settore dei robot aspirapolvere. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare i prossimi step della strategia aziendale.

Qual è l’attuale posizione di Neato sul mercato italiano?
In Italia e in Europa il segmento dei robot aspirapolvere ha ancora tanto da esprimere. Neato è un player importante del settore e in Italia è attualmente il secondo brand.
Siamo un’azienda americana, nata in California nel 2005, e produciamo robot domestici dal 2010. Da circa otto anni siamo presenti in Europa.
Io sono arrivato in azienda lo scorso febbraio, dopo quasi 13 anni passati nella telefonia e il mio compito ora è quello di estendere la distribuzione dei prodotti Neato presso i principali retailer e gruppi di acquisto. Quando siamo entrati nel mercato italiano, ci siamo focalizzati prevalentemente sul canale online, passando a quello fisico in un secondo momento. Entro fine anno prevediamo di concludere degli accordi molto importanti.

Quali sono le principali criticità che avete riscontrato per far entrare il vostro prodotto sul mercato italiano?
Premesso che sono abituato a tradurre i problemi in opportunità, trovo che anzitutto occorra far capire ai consumatori i vantaggi concreti che offre questa tipologia di prodotto. È un percorso intrapreso già da anni non solo da noi, ma anche dagli altri brand del settore. Un percorso lento forse, ma attualmente è la sfida principale. L’utente ancora non si fida del tutto dei robot, ma Neato è in grado di garantire massima affidabilità, perché siamo un’azienda ultra-specializzata in robotica domestica, facciamo solo robot aspirapolvere di gamma medio-alta. Il rischio oggi è quello di confondere un robot entry level con uno di fascia superiore e non comprendere le differenze tra i due: un modello non connesso, per esempio, non offre gli stessi vantaggi di uno connesso, che può essere programmato e che pulisce in modo intelligente e metodico, non casuale.

La tipologia delle case moderne, spesso di piccole dimensioni e piene di oggetti, può rappresentare un problema nell’affidare a un robot le pulizie?
Dipende sempre dal tipo di robot. I nostri sono dotati di navigazione Laser esclusiva di ultima generazione, che già da sola garantisce una pulizia precisa, metodica, intelligente con la possibilità di escludere varie zone e di creare linee di demarcazione virtuali. Per questo Neato si definisce come “oggetto che si evolve come la tua casa”: sia essa piccola o grande, il robot è in grado di adattarsi.

Il fatto che si tratti di prodotti di fascia medio-alta rappresenta a sua volta un problema nel diffondere questi robot?
È un ostacolo che va superato, esattamente come accaduto anni fa con la telefonia. Oggi per spingere il nostro brand dobbiamo difendere il valore dei nostri robot, che hanno dotazioni e tecnologie davvero molto evolute. C’è talmente tanto in questi prodotti, che il prezzo non è una barriera, va solo spiegato.

State pensando di fare campagne di comunicazione o di trovare dei testimonial?
Sì, vorremmo un po’ staccarci dal marketing tradizionale e dall’approccio classico. Siamo un brand californiano, giovane, dinamico e vorremmo adattarci non solo alla casa degli italiani ma anche ai trend del momento, anche in termini di immagine e comunicazione. Quindi trovare degli influencer affidabili e credibili è ora molto importante e rientra nelle nostre strategie per rendere ancora più popolare il brand.

Quali sono i vostri obiettivi in termini di politica distributiva?
Vogliamo entrare nei canali specializzati e lavorare con i retailer del settore per spingere la nostra categoria merceologica, presidiata da vari competitor, ma con un grande potenziale di crescita. I brand stanno aumentando, ma Neato ha una sua precisa identità e tantissime valide argomentazioni di vendita. In un mercato che deve ancora “esplodere”, c’è spazio per tutti. Basti pensare che in Italia il tasso di penetrazione dei robot aspirapolvere è inferiore al 5%, il che significa che parliamo di un mercato da 150.000 prodotti venduti all’anno, pochissimi considerato il numero di abitazioni presenti sul territorio. Le prospettive sono quindi enormi, la sfida è solo quello di far capire agli utenti che la pulizia domestica può evolvere, usando prodotti diversi da quelli classici ma che facilitano davvero tanto la vita quotidiana.

Avete in programma anche dei workshop per il trade?
Ne abbiamo già organizzati lo scorso anno e ne organizzeremo altri nella seconda parte del 2019. È un tema che seguo personalmente e al quale tengo molto. Abbiamo iniziato a lavorare con Euronics Bruno con cui stiamo facendo sessioni di training per gli addetti alle vendite, in modo da offrire loro i giusti strumenti e le informazioni necessarie per spiegare il potenziale dei robot Neato ai clienti finali.

Che differenze si riscontrano tra il mercato italiano e gli altri mercati?
Senza dubbio l’Italia, come buona parte dell’Europa, mostra un grande potenziale per il nostro settore. Gli Stati Uniti, invece, sono un mercato più maturo, perché è qui che sono stati lanciati i primi robot e sono quindi presenti già da tempo

Come opera il vostro servizio post-vendita?
Il tasso di prodotti guasti è talmente esiguo che molto spesso siamo in grado di sostituire presso i punti vendita stessi i pochi modelli difettosi che ci vengono segnalati. Al momento abbiamo un unico centro di riparazione in Germania, ma tra i miei obiettivi c’è anche quello di aprire dei canali di riparazione locali.