Smart home, non si tratta solo di tecnologia…

Massimo Moscati, Direttore Editoriale Divisione Home Appliances
Massimo Moscati, Direttore Editoriale Divisione Home Appliances

Comunque la si voglia pensare, la grande partita del mondo dell’elettrodomestico si giocherà su quanto la Smart Home saprà radicarsi nella società globale (e, ovviamente, in Italia che ormai da troppo tempo – e su infiniti dossier – è il fanalino d’Europa).
Secondo un recente convegno organizzato al Samsung District, il mercato Smart Home in Italia nel 2018 ha registrato una crescita del 52% in appena un biennio attestandosi sui 380 milioni di euro (rilevazione dell’Osservatorio Internet of Things, Politecnico di Milano). Ci sarebbe da rallegrarsi, se non fosse che negli Usa fattura quasi 14 miliardi di euro, ma anche in Germania è appena sotto i 2 miliardi. Fra i dati accertati il fatto che il comparto medio-alto (quindi non esclusivamente premium) degli elettrodomestici è ormai completamente “domotizzato” e, nonostante ciò, il 42% degli utenti italiano non utilizza le funzionalità smart. Soprattutto, ciò che sta incontrando il successo del mercato sono gli Smart Home speaker (Alexa, Google Home…) ma che poco hanno a che fare con l’AI, dato che non sono in grado di auto-apprendere.

Tuttavia, parlando di elettrodomestici “intelligenti”, emerge chiaramente che il prodotto più interessato al fenomeno – e anche più diffuso fra i consumatori – è la lavatrice. È un fenomeno che meriterebbe un approfondimento, considerato che la connettività non è il principale driver di acquisto. D’altro canto, gli elettrodomestici sono posizionati ben al quarto posto nella graduatoria di mercato della Smart Home, distanziati quasi del doppio dalla Sicurezza.

Gli osservatori sottolineano che in sé il device connesso conta poco, per l’utente, se non si è adeguatamente operato su soluzioni in grado di fornire “nuovi servizi di valore”.
La complessità del tema, per l’industria, è data anche dal fatto che l’azione non può esaurirsi esclusivamente alla progettazione di prodotti tecnologicamente innovativi. Diventa fondamentale inquadrare le dinamiche di un mercato in continua evoluzione che mette sul campo elementi molteplici e complessi: intelligenza artificiale, valorizzazione dei dati, servizi, interoperabilità, privacy e prospettiva del consumatore (come ha rilevato Giulio Salvadori, direttore dell’Osservatorio).

I problemi da risolvere, affinché la Smart Home possa realmente decollare, sono stati chiaramente enucleati da Daniele Grassi, vice-president di Samsung (sempre nel convegno accennato all’inizio): per quanto oggi i prodotti connessi siano tanti, non c’è interazione fra i differenti Brand. E questo è un grosso problema. Pertanto, affinché la “Casa Connessa” possa realmente diffondersi è fondamentale (è sempre Grassi a dirlo) che: sia semplice da configurare, economicamente accessibile, open, wireless, personalizzabile, scalabile.

Chi ha compreso questo raggiungerà il bersaglio perché, in fondo, innovare significa anticipare (le tendenze e renderle fruibili), trasformare (il possibile in realtà accessibile), migliorare (la qualità della vita).