IL MODELLO AIRES FA BRECCIA IN EUROPA

Incontriamo casualmente in aeroporto Davide Rossi – DG di Aires e Presidente di Optime – e dopo alcuni drink in attesa di una coincidenza ne esce una chiacchierata informale ma molto interessante.

Di ritorno dalle vacanze?
Vacanze? Con tutto quello che sta succedendo?

La crisi di governo, immagino.
Macché, lavorando da tanti anni con le imprese e le associazioni ho capito che quello è rumore di fondo. Contano solo i numeri, i fatturati, la marginalità; non certo le poltrone e le poltroncine.

Eppure il vostro lavoro è spesso legato alle leggi, ai regolamenti, ai rapporti con ministeri e commissioni parlamentari.
Ci mancherebbe altro, certo.
Ma noi come associazioni di categoria, e come Confcommercio, abbiamo una sola stella polare: rappresentare al meglio le imprese e tutelare i posti di lavoro che solo le imprese sane garantiscono.
Non ci interessa il colore dei gatti, ma solo che siano in grado di catturare i topi.
E i topi, ovvero i problemi da affrontare, sono per noi la mancata crescita e le difficoltà delle imprese causata anche da fattori esterni come la concorrenza asimmetrica e la burocrazia a senso unico.

D’accordo, veniamo a noi: perché questa trasferta? Sei in arrivo da Bruxelles esatto?
Abbiamo lavorato in queste settimane  per mettere a punto uno statuto condivisibile da tutte le principali realtà europee del settore e finalmente oggi (il 27 Agosto) siamo stati in grado di andare questa mattina dal notaio per la costituzione di una AISBL (Associazione Internazionale senza scopo di Lucro) che – una volta approvatata formalmente – ci consentirà di portare la voce unitaria del settore alle istituzioni europee.

Una Aires europea in pratica …
In pratica sì.
Siamo molto orgogliosi come Italiani di avere dato vita – e continuato a dare linfa – a enti collettivi come la Aires, la Optime e la Ediel.
Iniziative ‘di sistema’ che rendono più forte e più competitivo il nostro settore.
Oggi abbiamo posto le basi per la espansione a livello continentale di queste storie di successo.

Ma come si chiamerà questo nuovo ente e chi ne farà parte?
Rispondo solo alla prima domanda: la denominazione scelta è EuCER Council, European Consumer Electronic Retail Council ovvero Consiglio Europeo dei Retailer di Elettronica Specializzati.
Quanto ai sostenitori penso sia corretto attendere alcune settimane per il decreto istitutivo che deve essere siglato dal Re del Belgio, dopodiché convocheremo la prima assemblea generale aperta alle ammissioni di tutte le imprese interessate che dovranno però avere il requisito essenziale di generare almeno il 70 % del proprio fatturato dalla vendita di prodotti elettrici ed elettronici.
Posso però dire che avremo ameno 5 associati di peso internazionale che hanno già confermato la propria adesione.

Stare insieme, ma per fare cosa?
Per garantire finalmente una rappresentanza unitaria alle istanze delle imprese del settore, anche a livello europeo.
Purtroppo abbiamo troppe volte riscontrato nei fatti – e anche nelle leggi – la amara verità dell’ammonimento di Richelieu: ‘gli assenti hanno sempre torto’ …
I colleghi degli altri Paesi europei sono rimasti colpiti dal successo delle esperienze Italiane di lavoro collettivo e ci hanno dato l’incarico di espandere su scala internazionale il raggio d’azione di queste iniziative.
È ovviamente per noi un grande motivo di orgoglio e sono sicuro che non deluderemo le aspettative.