Trattamento dell’aria – Verso un’esperienza sempre più immersiva

Matteo Ingaramo, direttore generale POLI.design
Matteo Ingaramo, direttore generale POLI.design

La distinzione merceologica dei grandi elettrodomestici considerati imprescindibili per uno stile di vita confortevole prevede il lavaggio, la conservazione, la cottura dei cibi e poi la pulizia ed il trattamento degli artefatti o dell’ambiente costruito. Più raramente, ed in forma spesso complementare, i consumatori citano le device dedicate all’aria.

Eppure la qualità ambientale e di vita passano anche attraverso la gestione, il trattamento ed il monitoraggio della qualità dell’aria. Vero altrettanto è che i condizionatori sono ormai diffusi anche in Europa e nelle aree mediterranee ove un blocco culturale aveva fatto la differenza, in negativo, per la diffusione di questi prodotti.

È probabile che il superamento delle diffidenze culturali sia avvenuto anche grazie all’evoluzione delle tecnologie verso una maggiore attenzione alla percezione degli utenti e ad un’aumentata possibilità di personalizzare funzioni e prestazioni dei macchinari. I “condizionatori”, definizione dal significato dominante e dal sapore forzoso, oggi sono invece dedicati al “trattamento” dell’aria, al miglioramento della sua “qualità” ed al raggiungimento di un “benessere” ambientale e personale. Sono oggetti evoluti che interessano più caratteristiche dell’aria che vanno oltre la alterazione della temperatura e raggiungono un valore capace di integrare composizione e umidità.
Filtrazione, sanificazione e gestione dell’igrometria consentono agli utenti di configurare un ambiente secondo diverse esigenze e diverse attitudini che vanno dalla ricerca del benessere percepito all’esigenza di un ambiente salutare in cui lavorare, vivere e fare crescere i propri figli.

Pensiamo all’attenzione rivolta proprio ai bambini ed alle proposte di umidificatori sempre più performanti e che sempre di più vengono poi usati dagli adulti ed in tutti gli ambienti. Pensiamo ancora alla sensibilità degli utenti alla qualità dell’aria all’interno della casa ed alla presa di coscienza degli agenti inquinanti in essa presenti che ne minano il valore di rifugio sicuro. Infine, pensiamo alla casa domotica ed alla ricerca di una capacità di governare l’aria unitamente all’intero sistema domestico come un elettrodomestico dal proprio pc, dal proprio telefono o, più probabilmente ancora, da un butler vocale.

Nasce forte l’impressione che gli elettrodomestici dedicati all’aria stiano aggregando una categoria merceologica a se stante, più estesa e complessa di quanto sia mai stata prima d’ora. Tali e tante sono le richieste di qualità ambientale degli utenti ed altrettante sono le soluzioni diverse disponibili per soddisfarle, da far pensare ad autonomi e dedicati spazi e sistemi di proposta al pubblico. Quasi si possono immaginare degli “air store” in cui gli utenti possano scegliere e dotarsi di benessere e di comfort aumentati rispetto al passato.

Se questa impressione ci fosse confermata, come appare, dalla produzione e dalle policy di R&D dei principali produttori specializzati, dovremmo porci nel breve la sfida di potenziare l’identità dei prodotti e l’efficacia dei processi commerciali per trasmettere i valori contemporanei di qualità e benessere che gli utenti si attendono dall’ambiente in cui vivono.