«L’omnicanalità è l’unica soluzione»

Sebastiano Grandi - Unicatt Piacenza
Sebastiano Grandi, docente di Brand Management e Shopper Marketing dell’Università Cattolica di Piacenza

Quale sarà il ruolo dei punti vendita nei prossimi anni? È la domanda che si è posto, alla recente convention di Expert, il professor Sebastiano Grandi, docente di Brand Management e Shopper Marketing dell’Università Cattolica di Piacenza. «Il “potere” dei luoghi come determinanti e facilitatori dei processi decisionali delle persone è cresciuto negli ultimi decenni e continuerà ad essere centrale nei prossimi -, ha affermato il professore, – nonostante lo sviluppo della rivoluzione digitale e il crescente processo di dematerializzazione e disintermediazione di alcune attività di acquisto di beni e servizi». Le persone, infatti, secondo il docente, continuano a dare importanza ai luoghi fisici come momenti di aggregazione, divertimento, educazione ed esperienza. «I concerti e gli eventi culturali, per esempio, hanno registrato record di presenze e di pubblico negli ultimi 5 anni. Così come, nonostante la tecnologia digitale possa “ridurre le distanze”, uno dei più importanti trend demografici del nuovo millennio è rappresentato dal fenomeno dell’inurbamento della popolazione».  Eppure i dati di vendita molto positivi, nel 2018, di siti e-commerce come Amazon o Alibaba farebbero credere che il punto vendita fisico sia in sofferenza. «Questo non significa -, spiega Grandi, – che non ci sia più uno spazio e un ruolo per i negozi fisici. La conferma è data dal fatto che anche le Internet Company hanno iniziato un processo di diversificazione di canale verso il retail fisico acquisendo catene o aprendo punti di contatto con i clienti. Da circa 10 anni si è consolidata la tendenza a sviluppare forme di retail omnicanale e ibride per soddisfare “senza soluzione di continuità” le esigenze di acquisto dei clienti. Da un lato dunque i retailer fisici stanno offrendo sempre di più esperienze digitali (anche all’interno dello store) dall’altro i pure player hanno “messo un piede” nella vita reale delle persone attraverso luoghi di vendita e/o di comunicazione reali”. Come può allora il negozio fisico ridiventare punto di riferimento per i consumatori? «La cosa che i negozi devono fare di più e meglio -, risponde Grandi, – è fondamentalmente tutto quello che non può fare un sito Internet! È inutile pensare che i punti di vendita possano difendersi dall’online cercando di “scimmiottare” quello che le persone possono trovare sui siti. Così facendo saranno sempre una “soluzione di serie B” e saranno destinati a scomparire. L’unica cosa che un sito Internet non potrà mai realizzare in modo naturale è la relazione umana». Senza però dimenticare l’online. Insomma, l’omnicanalità, che tutte le catene di elettronica stanno tentando di sperimentare, sembra essere la strada giusta per vincere la battaglia delle vendite (e per contrastare i giganti dell’ecommerce): «L’omnicanalità -, dichiara con forza Grandi, – non è una soluzione, è l’unica soluzione. Le persone si aspettano di poter dialogare sempre e ovunque con le aziende e con le marche in modo autentico e credibile. Sottrarsi a questo dialogo non è possibile se si vorrà essere rilevanti nei prossimi anni. Non solo: è sempre più indispensabile esserci con una idea, con il coraggio non solo di avere un posizionamento ma di prendere posizione nella vita delle persone in modo significativo. E l’unico modo per prendere davvero posizione è essere rilevante contemporaneamente sia su uno schermo di un device così come in un centro commerciale o nelle vie delle nostre città».