Un modo nuovo di monitorare i consumi elettrici

Il team Midori, in alto da sinistra Awet Abraha Girmay, Davide Drago, Christian Camarda, Francesca De Santis. In basso Davide Comba e Virginia Vassallo
Il team Midori, in alto da sinistra Awet Abraha Girmay, Davide Drago, Christian Camarda, Francesca De Santis. In basso Davide Comba e Virginia Vassallo

Nata alla fine del 2011, all’interno dell’incubatore di imprese innovative del Politecnico di Torino, Midori propone un innovativo sistema di monitoraggio dei consumi, chiamato Ned, che permette di raccogliere dati dettagliati sulle modalità di consumo di un’abitazione.
«L’idea nasce da una domanda concreta e reale: come si possono ottimizzare i consumi energetici se non si conosce come viene impiegata l’energia? Il sistema di monitoraggio diventa, quindi, il primo tassello per attivare processi virtuosi di risparmio energetico, che possono essere elaborati anche da sistemi di intelligenza artificiale», spiega Christian Camarda, cofondatore della società. «La seconda domanda è nata da un’analisi dei prodotti presenti sul mercato oggi».

E qual è stata la risposta?
I sistemi più diffusi sono le cosiddette “smart plug”, strumenti che vengono connessi alla spina di ogni elettrodomestico e ne analizzano il consumo. In realtà, la loro penetrazione sul mercato è ancora relativamente bassa.

Come mai?
In primo luogo non consentono funzionalità molto articolate, al di là della visualizzazione dei consumi sul display; inoltre, è necessario utilizzare una smart plug per ogni elettrodomestico, cosa che le rende complessivamente molto costose e poco funzionali: ci sono dispositivi elettronici che non sono misurabili, perché le prese non sono raggiungibili o necessitano di misuratori particolari. Insomma, si tratta di un sistema hardware molto complesso e oneroso, non alla portata di una famiglia media o di un utente non professionale.

E qual è stata la vostra idea?
Quella di offrire un sistema poco invasivo e in grado di offrire un dettaglio preciso e affidabile delle modalità di consumo, che fosse al contempo più adatto a un pubblico di massa. Lo spunto per Ned è nato sviluppando alcune tecnologie ideate anni fa dal MIT, che permettevano di rilevare via software i consumi elettrici, misurando in modo sofisticato il carico aggregato.

Cioè direttamente dal quadro elettrico di casa?
Esattamente, attraverso una semplice connessione è possibile mappare i consumi dell’intera abitazione.

Come?
Il nostro misuratore esegue un’analisi in frequenza dei dati raccolti, li invia poi al nostro sistema cloud dove vengono analizzati dal nostro software di proprietà, che disaggrega le “tracce” elettriche di ciascun elettrodomestico e rielabora i dati in modo semiautomatico.

Perché “semiautomatico”?
Perché è in grado di etichettare i consumi di alcuni elettrodomestici, mentre per altri è necessario un breve periodo di addestramento del software da parte dell’utente, che può durare da due o tre giorni, fino a due settimane per abitazioni molto complesse.

In cosa consiste questo addestramento?
Semplicemente l’utente riceve tramite l’App alcune domande del tipo: “Mi confermi che hai utilizzato la lavatrice dalle 10 alle 11?” oppure “Quale dispositivo hai utilizzato per 10 minuti dalle 8,50 alle 9?”, in modo da avere una mappatura completa e precisa di tutti i consumi.

E poi cosa si può fare?
Una volta in possesso di dati affidabili, è possibile cominciare a fornire dei servizi, non solo all’utente ma anche a stakeholder del settore energetico e non solo.

Per esempio?
L’utente che sa come utilizza l’energia può modificare le proprie abitudini per renderle più sostenibili. I dati sono, però, una risorsa anche per l’energy provider, che può comprendere meglio le modalità di consumo del proprio cliente e fornire una tariffa ad hoc. Possiamo anche garantire alcune funzioni di sicurezza, verificando il corretto funzionamento di un elettrodomestico.

Un esempio di scenario?
Se il motore elettrico di un frigorifero è costantemente in funzione significa che non sta lavorando come dovrebbe. Allora si suggerisce all’utente di verificare se è posto in una posizione non ottimale, ad esempio un’area molto calda della casa. Oppure lo si avverte che forse sta per avere un guasto e se si intende contattare il tecnico. In futuro, il sistema potrà chiamare direttamente l’assistenza.

Anche suggerire una sostituzione?
Certo, ma in modo razionale: con i dati a disposizione possiamo cioè specificare il modello più adatto, quale risparmio effettivo permette di ottenere e in quanto tempo verrà ammortizzato l’investimento effettuato. Tutte informazioni che favoriscono una scelta più consapevole.

Avete già stretto anche accordi con compagnie di utilities per utilizzare questi dati?
Stiamo lavorando in questa direzione e non solo. Guardiamo con grande interesse anche al mondo assicurativo e ai distributori di materiale elettronico per ampliare i nostri orizzonti.

Ovviamente vendete anche online.
Sì. Ci aspettiamo che le vendite B2C crescano in modo più progressivo, perché è un segmento che richiede grandi investimenti in comunicazione.

Quindi il prodotto non richiede un installatore professionale?
Il “do it by yourself” è stata una delle componenti che abbiamo curato con particolare attenzione nella progettazione di Ned.

Però bisogna connetterlo al quadro elettrico: un’operazione che potrebbe scoraggiare molti.
Sappiamo che è considerata quasi un’area “sacra” della casa, ma in realtà l’installazione di Ned è più semplice, e di gran lunga più sicura, che montare e allacciare alla corrente un comunissimo lampadario, acquistabile in ogni negozio di “fai da te”.