MediaWorld, la tua “Voce”

Giulia Staffieri, Head of Digital Experience di MediaWorld Italia
Giulia Staffieri, Head of Digital Experience di MediaWorld Italia

Da metà marzo MediaWorld ha lanciato il servizio “Passami MediaWorld” sperimentando il linguaggio naturale come interfaccia uomo-macchina: in pratica, semplicemente dicendo “Passami Mediaworld”, attraverso un dispositivo compatibile con Google Assistant e Amazon Alexa, i clienti possono usare la loro voce ed entrare “virtualmente” in MediaWorld per esplorare informazioni e servizi, come luoghi e orari dei negozi vicini, offerte e volantini in corso, prodotti più “caldi” del momento, in costante aggiornamento. E presto, tramite la “voce”, sarà possibile tracciare un ordine o ricevere servizi di assistenza personalizzata. In tutti i negozi MediaWorld e su Mediaworld.it sono già disponibili decine di prodotti compatibili con gli standard vocali Google Assistant: basta accenderne uno e dire “Passami MediaWorld”.
Questo è solo l’ultimo di diversi step tecnologici che hanno contraddistinto l’attività della catena. Come si è arrivati all’interazione odierna? Risponde Giulia Staffieri, Head of Digital Experience di MediaWorld Italia, che, dopo un’esperienza decennale in multinazionali retail/ecommerce, nel 2017 è approdata in MediaWorld dove oggi si occupa di digital marketing, ottimizzazione dei touchpoints digitali, operations online e contenuti: «L’utilizzo della leva tecnologica contraddistingue il nostro Gruppo fin dagli albori. Siamo ancora nel vecchio millennio quando nel 1995 nasceva Mediaworld.it, un sito molto innovativo per l’epoca. Oggi si parla spesso di servizi, soluzioni, esperienze, eppure già nel 1999 MediaWorld lanciava una serie di servizi innovativi quali net print – per la stampa di fotografie digitali – net music, net movie e perfino net e-book. In continua evoluzione arriviamo ai giorni nostri, passando attraverso l’epoca del digitale terrestre, delle promozioni “Mondiali” basate su algoritmi matematici avanzati (ricordate l’Italia che vinceva i Mondiali e 13.000 clienti MediaWorld che vincevano un TV?) fino ai recenti algoritmi di pricing, alla piattaforma ecommerce in Cloud, ai sistemi di intelligenza artificiale, la realtà aumentata, lo scaffale infinito che permette, attraverso uno schermo touchscreen, di visualizzare le disponibilità in negozio e online accedendo in tempo reale a più di 60.000 prodotti». Fino ad arrivare all’utilizzo della voce: «MediaWorld si posiziona da sempre come player di frontiera in ambito tecnologico. È parte integrante del DNA aziendale. Non potevamo quindi non sfruttare l’opportunità abilitata dalla “Voce”. Un territorio in Italia ancora poco esplorato e che rappresenta un banco di prova per tutti coloro che sono intenzionati ad aprire nuovi canali di comunicazione e – chissà – in un futuro prossimo, di ascolto intelligente dei loro clienti. Partendo da poche funzionalità, quelle più utilizzate già oggi, miriamo a sviluppare un bouquet di servizi in continua crescita. L’interazione si semplifica e il messaggio diventa diretto, semplice, tempestivo». MediaWorld promette infatti sviluppi futuri: «Si tratta non solo di tecnologia, ma di interagire con le persone e con l’ambiente circostante -, conclude Staffieri, – partendo dai loro bisogni, espressi e inespressi, per arrivare all’essenza della nostra strategia: semplicità, umanizzazione e personalizzazione. Parliamo di valorizzare al massimo tutti i touch point e crearne di nuovi, accompagnando i nostri clienti attraverso il loro journey personale. In cantiere abbiamo tante novità omnicanale: l’e-wallet in App che permetterà di pagare con un click, il self-payment in negozio per soddisfare una clientela sempre più esigente e attenta al proprio tempo, e tanto altro ancora…».