Meno acquisti ma di qualità. Il nuovo consumatore secondo GfK

Enzo Frasio, Chairman of the Board di GfK Italia
Enzo Frasio, Chairman of the Board di GfK Italia

Si è tenuto ieri l’evento annuale GfK dal titolo “The Augmented Era”, durante il quale si è parlato di consumatori, retailer, brand e media. Le analisi hanno evidenziato una complessità della realtà in molti ambiti: ci sono nuovi prodotti evoluti, nuove modalità di acquisto, nuovi touch point fisici e digitali, nuovi media e nuovi contenuti.

Anche il consumatore è cambiato, è più maturo, sia per età sia per istruzione. Ha meno tempo libero e quando acquista ricerca un’esperienza memorabile.
«Stiamo vivendo un cambiamento strutturale dei mercati senza precedenti. – Spiega Stefano Pironi, Key Account Manager di GfK. – Grazie al Digital (ma non solo), si assiste ad una crescita dell’”empowerment” individuale dalla quale nascono consumatori più liberi, informati, critici, disintermediati ma anche infedeli, ondivaghi, molto difficili da prevedere e trattenere. Oggi più che mai è fondamentale capire le logiche profonde di acquisto e le tendenze che guidano atteggiamenti e comportamenti dei “nuovi” individui-consumatori. Experience, qualità, disintermediazione, semplicità, personalizzazione, velocità, autenticità e sostenibilità sembrano essere le parole chiave per comprendere la complessa semplicità dei nuovi trend dell’Augmented Consumer».

Un consumatore attento quindi alla qualità, disposto ad avere meno prodotti, ma di fascia Premium, che lo rappresentino. Prodotti semplici da utilizzare e che semplificano la vita. Da qui il decollo della smart home, dopo il lancio degli assistenti vocali.

In forte crescita anche il trend della sostenibilità, declinata in modi diversi, come attenzione al risparmio energetico, nel caso degli elettrodomestici, ma anche allo spreco alimentare e di detersivo.

Cosa cambia per i retailer? Secondo Paolo Baruta, Retail Lead Market Insight di GfK Italia: «I consumatori “aumentati“ sono alla ricerca di Shopping Experience gradevoli, immediate, senza barriere e personalizzate sulla base delle loro esigenze. L’evoluzione del Retail oggi è caratterizzata da alcuni macro-trend: la crisi del format ultrageneralista e il successo crescente della specializzazione; la prossimità, intesa come vicinanza fisica ma anche temporale ai consumatori (es. orario di apertura prolungato); il territorio, che significa maggiore attenzione ai prodotti locali ma anche capacità di modulare l’offerta a seconda del contesto dove è inserito il punto vendita; la diminuzione della fedeltà dei consumatori; l’emergere di nuove forme di stagionalità, primo tra tutto il Black Friday, che lo scorso anno ha superato il periodo pre-natalizio per quanto riguarda le vendite a valore della Tecnologia di consumo; la digitalizzazione, che genera un incremento delle aspettative nei confronti del Retail. Cosa possono fare i Retailer per affrontare questo contesto sempre più complesso? Puntare sulla rilevanza, vale a dire la capacità di sfruttare la tecnologia (i Big Data) per conoscere meglio il consumatore e sviluppare codici comunicativi adeguati, offerte interessanti, assortimenti tarati ed efficienti».

Il negozio continua ad essere un nodo centrale, ma bisogna mettere in preventivo, che tanti consumatori possano acquistare il prodotto online. Il 32% dei consumatori che hanno visto un prodotto in negozio, poi lo acquistano sul canale digitale di un altro retailer, il 21% sul web della stessa insegna. Essenziale l’esperienza, realizzata anche grazie alla tecnologia. Nella foto qui sotto le aree di miglioramento.

l’evento annuale GfK dal titolo “The Augmented Era”