Cambiano le strategie di consumo

Domenico Secondulfo, professore ordinario di Sociologia Generale presso Università di Verona e direttore dell’“Osservatorio sulle strategie di consumo delle famiglie”
Domenico Secondulfo, professore ordinario di Sociologia Generale presso Università di Verona e direttore dell’“Osservatorio sulle strategie di consumo delle famiglie”

Da più di cinque anni è stato lanciato l’“Osservatorio sulle strategie di consumo delle famiglie”, diretto da Domenico Secondulfo, professore ordinario di Sociologia Generale presso Università di Verona. Questo progetto è nato con l’intento di realizzare un’indagine che si differenziasse dalle rilevazioni quantitative degli acquisti di determinate categorie di prodotto, per andare a monitorare l’evoluzione delle strategie adottate dalle famiglie nell’approccio verso vari ambiti di consumo.
«I dati del nostro Osservatorio – spiega Secondulfo – derivano da una survey nazionale che effettuiamo annualmente su un campione di circa 2.500 famiglie. Le rilevazioni inquadrano delle macro-aree, anche se talvolta effettuiamo indagini localizzate, laddove si riscontrano trend particolari che vale la pena di approfondire. Le domande che rivolgiamo agli intervistati non riguardano tanto cosa questi acquistano, ma che tipo di comportamento adottano in un determinato ambito».
L’Osservatorio ha messo in luce varie tendenze, a cominciare dalla frammentazione del vecchio ceto medio, non solo per fascia di reddito, ma anche per abitudine di consumo. Talvolta infatti consumatori con redditi diversi adottano comunque le stesse strategie di consumo.
«In un certo senso – dichiara Secondulfo – il consumatore si è scordato degli anni pre-crisi, nei quali si godeva di maggior agio. Ciò fa sì che, finalmente, si guardi avanti e si smetta di considerare le abitudini attuali alla luce del passato. Oggi, infatti, benché i dati strutturali siano negativi, la percezione psicologica è positiva. Proprio per questo abbiamo voluto intitolare una delle ultime edizioni del nostro Osservatorio “Una nuova normalità”».
In merito ai beni per la casa e gli elettrodomestici in questa fase di “nuova normalità” hanno iniziato lentamente a riprendersi. «All’interno del settore “casa” nel suo complesso – afferma Secondulfo – senza dubbio a vincere è il comparto tecnologico, nel quale è evidente il cambiamento dell’acquirente e delle sue strategie, guidate dall’informazione e dall’offerta sul web. Il cliente finale s’informa sempre di più e, soprattutto per quanto riguarda i piccoli elettrodomestici, spesso acquista online, mentre nella scelta di un grande apparecchio predilige ancora il negozio fisico. Nella selezione del punto vendita, sono i grandi centri commerciali a predominare, mentre i piccoli negozi soffrono. La fedeltà è sempre più rara: i programmi di fidelizzazione funzionano solo se si riesce a includere un ampio ventaglio di vantaggi per i consumatori e la possibilità di fruirne nel modo più libero possibile. Uno degli errori più frequenti che fa la distribuzione è quello di legare la promozione alle marche, cosa che il cliente finale spesso non apprezza perché vuole avere libertà di scelta».