Atelier Appliances Match It – Il “match” che crea valore

Atelier Appliances Match It Negli ultimi anni, è stata spesso sottolineata l’importanza per le imprese italiane di fare sistema. È quanto accade nell’ambito di Atelier Appliances Match It, manifestazione di respiro internazionale che vede i produttori di componenti e i manager dei principali brand del bianco fare il punto, insieme, sull’andamento del settore.

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Carlo Alberto Carnevale Maffé, Professor of Strategy and Entrepreneurship at SDA Bocconi School of Management
Carlo Alberto Carnevale Maffé, Professore di Strategy and Entrepreneurship presso SDA Bocconi School of Management

Carlo Alberto Carnevale Maffé, Professore di Strategy and Entrepreneurship presso SDA Bocconi School of Management, sottolinea invece le due sfide che i componentisti italiani devono affrontare nell’ambito della digital transformation. «La prima è la modularità: la componentistica deve infatti conservare la flessibilità italiana dell’ingegneria quasi “su misura”, ma deve anche poter garantire una grande modularità d’impiego, relativa non solo agli aspetti tecnico-ingegneristici ma anche ai sistemi di controllo, all’elettronica, ecc. È necessario assicurare un’elevata rapidità di adattamento del nucleo tecnologico del componentista allo schema architetturale dell’OEM.
L’altra sfida è quella dell’interoperabilità, attraverso la quale le componenti, che dovranno integrare sempre più intelligenza, avranno maggiori capacità di comunicare. Le smart appliances del futuro avranno bisogno di interfacciarsi, oltre che con il cliente finale, anche con ogni singola componente della propria distinta base. Ed è essenziale concepire l’interoperabilità ex ante, va incorporata nell’ingegneria. Inoltre, queste due sfide non interessano solo aspetti di tipo tecnico-ingegneristico, ma anche commerciali. Se la componentistica è modulare e interfacciabile, posso ad esempio utilizzare piattaforme B2B di condivisione con gli OEM, i manutentori e gli installatori, e realizzare attività di co-engineering, co-design o co-working. Infine, le imprese devono creare un digital ecosystem, che è fondamentale per la condivisione dei dati tra i diversi attori della filiera: dati tecnici, di vendita ma anche d’uso. Si potrà così formare una sorta di data lake, che è importante in quanto i dati hanno realmente valore solo se vengono scambiati».

Angela Tumino, Director of the IoT Observatory of Polimi
Angela Tumino, Direttore dell’Osservatorio IoT del Polimi

Il comitato scientifico dell’evento riunisce figure autorevoli a cui abbiamo chiesto un breve commento a proposito degli argomenti chiave della manifestazione, a cominciare dall’Internet of Things. «L’IoT sta assumendo un ruolo rilevante nel portare innovazione all’interno delle case – spiega Angela Tumino, Direttore dell’Osservatorio IoT del Polimi -. Si pensi che da quanto emerge dai risultati del nostro Osservatorio Internet of Things, nel corso del 2018 il mercato delle soluzioni IoT per la smart home in Italia ha raggiunto i 380 milioni di euro, con una crescita del 52% rispetto al 2017. Gli elettrodomestici smart risultano tra le soluzioni più vendute nel 2018: questa categoria di prodotti ha raggiunto quota 14% del mercato complessivo (circa 55 milioni di euro), collocandosi al terzo posto nel mercato smart home (dopo le soluzioni per la sicurezza e gli smart speaker di Google e Amazon). Inoltre, l’innovazione portata dall’IoT non si limita solo ai prodotti, ma si può estendere anche ai servizi. Iniziano a comparire alcune offerte in cui, grazie alla connettività e alla conseguente possibilità di monitorare a distanza il funzionamento degli elettrodomestici, si offrono servizi di manutenzione avanzati». L’IoT può essere un’opportunità anche per le aziende che producono componenti per elettrodomestici? «Certamente – afferma Angela Tumino – anche se per coglierla i componentisti devono essere in grado di trasformare il proprio business in modo opportuno. L’elettrodomestico smart richiede che sia possibile monitorare il funzionamento di diversi componenti, e questo comporta la necessità di innovare anche a monte della filiera per riuscire a mantenere (o auspicabilmente guadagnare) quote di mercato differenziandosi da fornitori di componenti a basso valore/costo. L’IoT è però un’opportunità anche da un altro punto di vista: un componente connesso può fornire informazioni importanti anche su come viene effettivamente utilizzato il prodotto, e questo può dare indicazioni preziose ai progettisti in fase di sviluppo nuovi prodotti».

Antonio Besana, Management Consultant
Antonio Besana, Management Consultant

La digitalizzazione, quindi, sta cambiando in maniera dirompente l’intero mondo appliances. «Disruption significa rottura, discontinuità – spiega Antonio Besana, Management Consultant -. Non si tratta dunque di sviluppare prodotti che facciano le stesse cose meglio, e nemmeno di innovare con prodotti nuovi, ma di realizzare qualcosa che renda del tutto obsoleti i prodotti precedenti. Inizialmente, le opportunità offerte dalla connessione digitale sono state colte solo in parte. È forse mancata una adeguata comunicazione in grado di spiegare ai consumatori non solo funzionamento e vantaggi della domotica, ma anche la necessità di disporre delle infrastrutture della casa connessa. L’acquisto di prodotti con nuove funzionalità ha talvolta deluso gli acquirenti o perché non funzionavano per mancanza di connessione, o perché troppo difficili da utilizzare. Sia la filiera produttiva che la distribuzione devono quindi da una parte rinnovare gli sforzi in creatività e in comunicazione per parlare ai potenziali acquirenti in modo semplice, non di caratteristiche tecniche (feature) ma di benefici, e dall’altra parte devono stringere le relazioni con il consumatore e coinvolgerlo a livello esperienziale, incoraggiando l’esplorazione delle nuove soluzioni, ed essendo nello stesso tempo capaci di ascoltarlo per coglierne e anticiparne le esigenze. Perché i prodotti di successo non sono altro che un mix integrato di esperienze».

Francesco Zurlo, Vice-Preside della Facoltà di Design del Politecnico di Milano
Francesco Zurlo, Vice-Preside della Facoltà di Design del Politecnico di Milano

Un’ulteriore area di confronto per i partecipanti di Atelier Appliances Match It è la progettazione. «Le nuove tendenze nel design di un elettrodomestico riguardano vari aspetti – spiega Francesco Zurlo, Vice-Preside della Facoltà di Design del Politecnico di Milano -. C’è un trend legato alla sostenibilità ambientale, per cui ad esempio i prodotti devono essere sempre più facilmente disassemblabili e, se possibile, monomaterici. Infatti, meno materiali ci sono e più è facile inserirsi all’interno di un processo di economia circolare. C’è poi un trend legato ad aspetti socio-culturali. Quando si disegna un prodotto, è fondamentale considerare il contesto nel quale esso verrà inserito (come è composta una famiglia tipo, come sta cambiando la disposizione dei vari ambienti della casa, quali sono le abitudini dei consumatori ecc). Si pensi ad esempio al fatto che molte persone oggi sono attente alla qualità del cibo: questo trend influenza le caratteristiche degli apparecchi che vengono progettati per conservare, preparare e cucinare gli alimenti (basta pensare alla differenziazione sempre più efficace dei comparti del frigorifero per preservare le qualità organolettiche del cibo o ai sistemi di cottura intelligenti). La digitalizzazione rende sempre più sofisticati gli elettrodomestici e probabilmente nel prossimo futuro anche l’interazione tramite voice control o uso dei gesti avrà un impatto sul design di questi prodotti. Al momento sicuramente un tema chiave resta quello dell’interoperabilità, per creare un linguaggio comune che consenta agli oggetti di dialogare tra loro.
Un’ulteriore tendenza riguarda poi il fatto che il design sta diventando sempre più rilevante all’interno delle organizzazioni aziendali nell’ottica dell’innovazione. Infine, un altro elemento da sottolineare è la tendenza delle imprese a cercare in chi si occupa di design una vision: le aziende con cui sviluppiamo dei progetti spesso ci chiedono di aiutarle a capire quali saranno gli scenari futuri».

Un evento dedicato al mondo della componentistica
Atelier Appliances Match It nasce dal riconoscere l’importante ruolo giocato dal settore della componentistica nel mondo appliances, come afferma Massimo Moscati, Direttore Editoriale della Divisione Appliances di Tecniche Nuove. «La qualità dei materiali, la forte vocazione alla customizzazione, la velocità d’azione, la creatività e l’attento controllo dei processi produttivi fanno del settore italiano delle componenti e delle parti per il mercato degli elettrodomestici, un settore nel quale il nostro Paese è sempre stato punto di riferimento a livello internazionale e sinonimo di alta professionalità e qualità. La testata hafactory nasce dalla consapevolezza dell’importanza strategica del settore: la collaborazione con Senaf per la creazione di una manifestazione interamente dedicata a questo comparto e alle tante realtà imprenditoriali completa il lavoro editoriale e ne assicura un costante sviluppo anche a fronte di un ruolo più defilato dell’industria italiana dell’elettrodomestico. Per l’occasione, le redazioni di hafactory e di eldomtrade – la rivista “gemella” focalizzata sul prodotto finito – hanno organizzato una serie di workshop di alto profilo a completamento della due giorni di Match It sul mondo dell’Appliance».