Le riflessioni di Davide Rossi (Aires) riguardo al Bonus Giovani 18App

Davide Rossi, direttore generale di Aires

Pubblichiamo le riflessioni di Davide Rossi, Direttore Generale di Aires riguardo alla proroga di 18App, il bonus di 500 euro dedicato ai giovani che compiono 18 anni nel corso del 2019.

«Seppur con qualche preoccupazione in merito alla riduzione delle risorse messe a disposizione, abbiamo apprezzato molto la decisione di prorogare la misura per l’anno in corso.

Siamo infatti convinti della validità di questa iniziativa volta ad avvicinare, percorrendo qualsiasi strada possibile, i giovani alla fruizione dei beni e dei servizi culturali anche in un’ottica di socialità, scambio interraziale e interculturale. “Un euro speso in cultura è un euro speso in sicurezza” è infatti uno dei driver che hanno portato alla nascita di questa misura.
Tuttavia, sulla base dei dati macro relativi all’esperienza 18App dell’anno passato, abbiamo evidenziato alcune aree di miglioramento, per le quali riteniamo indispensabile un intervento correttivo.

Innanzitutto, dai dati ufficiali del Ministero, risulta evidente una discrepanza tra il numero di aventi diritto (oltre 600.000) e coloro che hanno effettivamente utilizzato il bonus (417.000).
Escludiamo che sia stato volontariamente scelto da quasi 200.000 ragazzi di non utilizzare un bonus da 500 euro. Quindi non possiamo che pensare che queste persone non siano state in grado di utilizzarlo: o perché non informate o perché impossibilitate a farlo.

Emerge quindi la necessità di effettuare un’azione, a livello territoriale, che prenda in considerazione la popolazione giovanile più lontana dalla cultura in senso ampio, ad esempio quei ragazzi che non fanno parte del circuito scolastico, dove è più semplice accedere a informazioni e servizi.

In tal senso, l’esperienza di Aires, in merito al Bonus Insegnanti, che ha visto i negozi fisici fornire gratuitamente un supporto per l’utilizzo della App, potrebbe essere presa come spunto.

Sottolineiamo, inoltre, che il pc non è stato inserito nel paniere dei beni acquistabili con il bonus. Riteniamo invece che, trattandosi del mezzo fondamentale la diffusione della cultura (ricerche in internet, lettura, elaborazione, scrittura di testi strutturati e condivisione degli stessi) si tratti di una decisione non condivisibile.

Abbiamo poi notato una asimmetria importante tra la vendita di prodotti e servizi appartenenti al mercato musicale (molto elevata) e quelli relativi al mercato cinematografico (molto bassa), quando nella norma questi due mercati si equivalgono.
Evidenziamo la necessità di parificare la disponibilità di prodotti acquistabili, inserendo anche tutti i supporti audiovisivi, così come sono compresi i supporti fonografici.

Infine, ma non meno importante, considerato anche l’intento per il quale è nato il bonus giovani, ossia l’integrazione, la socialità, lo scambio culturale e la conseguente integrazione, con una positiva ricaduta anche sulla sicurezza – si pensi agli atti terrorismo e di discriminazione nati da intolleranza, razzismo e ignoranza – ci permettiamo una importante osservazione: una percentuale molto elevata delle risorse messe a disposizione nel 2018, è stata spesa con acquisti online.

L’esperienza di acquisto stessa, se in un negozio fisico, è già di per sé un momento di socialità. E il nostro Paese è ormai ricco di luoghi, come librerie, store, e negozi in generale che sono stati progettati anche per offrire momenti di aggregazione e scambio culturale. Si pensi alle presentazioni di libri, ai dibattiti, agli incontri con l’autore, ai piccoli concerti e agli eventi che vengono quotidianamente organizzati in questi luoghi.

Far sì che la vendita dei prodotti del paniere di 18App avvenga solo in punti di vendita fisici valorizzerebbe ancor di più l’obiettivo per il quale è stata pensata questa misura: i ragazzi sarebbero spinti a uscire di casa, a confrontarsi, a interagire.
Significherebbe aggiungere un ulteriore tassello a questa misura, portandola a essere non solo una proroga, ma dandole un volto nuovo, ancora più forte e ancora più mirato alla diffusione della cultura».