Unieuro – «L’assistente vocale può far decollare il settore della smart home»

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Il carattere potenzialmente strategico degli assistenti vocali per lo sviluppo di tutto il settore della smart home è confermato anche dall’attenzione crescente rivolta dalla grande distribuzione a questa tipologia di prodotti. Nei punti vendita sono, infatti, sempre più presenti corner dedicati, mentre le attività promozionali hanno cercato di incoraggiare l’acquisto e la conoscenza di questa tecnologia dalle potenzialità enormi. «Si tratta sicuramente di un mercato nuovo e in forte crescita -, afferma Simone Marcassoli, buyer Audio/Video di Unieuro. – Sebbene non sia ancora particolarmente significativo in termini di fatturato, sviluppa già volumi interessanti e certamente sarà destinato a crescere sempre più, anche a livello di valore medio dei singoli prodotti».

La comunicazione sta spingendo il settore?
La semplicità di linguaggio che caratterizza le campagne di lancio sta sicuramente aiutando il consumatore finale a familiarizzare con quelli che sono gli utilizzi più semplici dell’assistente vocale: dal richiedere informazioni al riprodurre il proprio brano musicale preferito.

Un approccio che rischia di banalizzare le funzionalità degli assistenti vocali?
Diciamo che è elementare, ma efficace: le piccole interazioni tra l’utente e l’assistente vocale stanno spingendo sempre più anche le vendite di prodotti correlati alla smart home, quali ad esempio prese elettriche e lampadine connesse. Ciò avviene anche perché i consumatori comprendono sempre di più significato e vantaggi dell’introduzione di prodotti che aumentano l’efficienza del consumo energetico della casa.

Si può ipotizzare un effetto traino, quindi?
Sono anni che nella grande distribuzione specializzata si parla di smart home, ma forse serviva un prodotto come l’assistente vocale per far davvero decollare il tutto, unitamente al rapido diffondersi delle reti wi-fi domestiche.

Questi prodotti sono stati già oggetto di attività promozionali. Come mai?
Essendo un nuovo prodotto, è stata sicuramente necessaria una spinta promozionale molto forte, con l’obiettivo di offrire al cliente una prima esperienza d’uso. Ecco perché spesso l’assistente vocale è stato finora abbinato ad altri prodotti, quali lampadine connesse, prese intelligenti o device per il controllo vocale del televisore.

E le attività in store dedicate a questa categoria?
Il ruolo chiave del punto vendita è e deve essere quello di educare e coinvolgere il cliente, ad esempio mostrandogli l’utilizzo reale dei vari device connessi, con l’aiuto di personale preparato e in grado di spiegarne i molteplici campi di utilizzo. A questo proposito, la formazione specialistica dei nostri addetti è stata fondamentale, così come il supporto esterno di personale qualificato ingaggiato appositamente dall’industria.

Oltre a Google, Amazon ed Apple, molti altri player stanno puntando sugli assistenti vocali. C’è il rischio di una confusione nell’offerta o questo moltiplicarsi di proposte è un elemento positivo per conferire dinamismo al settore?
Nel momento in cui un mercato sta nascendo, può essere positivo avere più interlocutori. D’altro canto, occorre definire quanto prima degli standard univoci per l’interazione con dispositivi di terze parti. Ad oggi, comunque, i tre player citati sono quelli che coprono il 90% del mercato globale.

Unieuro ha recentemente siglato un accordo con Google, per permettere all’utente di ottenere direttamente dall’assistente vocale informazioni sull’insegna. È il primo passo di un nuovo modo di interagire con i clienti?
L’integrazione con Google ci permette fin da subito di implementare l’interazione vocale con i nostri clienti, migliorandone così l’esperienza di acquisto, che diventerà sempre più diretta.

Facciamo un esempio di cosa si potrà fare.
Per esempio, dal divano di casa, senza digitare o cliccare alcunché, il cliente può richiedere gli orari dei nostri negozi, i prodotti in offerta e, se registrato, lo stato di consegna del suo ordine online.

Un modo nuovo di concepire le relazioni con il cliente?
Si tratta di un nuovo passo all’interno del percorso di continua innovazione di Unieuro, che per la prima volta sperimenta il cosiddetto conversational commerce, cioè lo sviluppo di percorsi d’acquisto che utilizzano conversazioni verbali.

Chiudiamo con il “lato oscuro” dei prodotti IoT, cioè con le questioni della privacy e della cyber security. Quale può essere il ruolo della distribuzione riguardo a questi temi cruciali?
Ogni sviluppatore deve fare in modo che la sicurezza degli utenti sia una priorità assoluta. Detto questo, in nostro aiuto si stanno muovendo le principali aziende produttrici di antivirus. Il nostro ruolo deve comunque essere propositivo nei confronti dei clienti, spiegando quelli che possono essere i vantaggi legati all’utilizzo di software inerenti all’internet e mobile security.