Sirius – L’intelligenza artificiale cambierà il rapporto uomo-elettrodomestico

Giacomo Fava, designer & art director per Sirius
Giacomo Fava, designer & art director per Sirius

Secondo Giacomo Fava, designer & art director di Sirius la cucina del futuro cambierà radicalmente il rapporto uomo-spazio cucina.

Si parla frequentemente di integrazione tra elettrodomestici e mobili della cucina: qual è la vostra opinione a tal proposito?
Non siamo granché interessati alle tendenze o alle mode, quindi non saprei rispondere. Siamo interessati, invece, a creare prodotti che durino nel tempo e che utilizzino la tecnologia, non per meri fini di marketing, ma per migliorare la vita delle persone. Seguiamo quindi, con molto interesse, gli sviluppi che stanno avvenendo negli ultimi anni nel campo dell’informatica soprattutto per quanto riguarda la disciplina dell’intelligenza artificiale. Siamo consapevoli che nel prossimo futuro tali progressi modificheranno radicalmente il rapporto uomo-elettrodomestico e di conseguenza il rapporto uomo-spazio cucina.

Ritenete che la diffusione in cucina di un numero crescente di elettrodomestici, nuovi tipi di prodotti e apparecchi con dimensioni non tradizionali spingerà a ripensare il design della cucina?
Come detto prima, l’ambiente cucina tradizionale non esisterà più. Esisterà uno spazio mutevole che cambierà a seconda delle esigenze di chi lo abita. Non solo la cucina, ma l’intera casa sarà uno spazio ibrido in cui le funzioni si mescolano e si sovrappongono.

Quali sono i fattori che consentono una vera integrazione tra elettrodomestici e mobili da cucina per creare uno spazio omogeneo?
Più che di integrazione tra elettrodomestico e mobile da cucina, parlerei di rapporto uomo-elettrodomestico-spazio cucina. In futuro, come per altro già accade in alcuni settori, sarà possibile comunicare con le attrezzature della cucina e monitorarle anche dall’esterno. In un futuro meno prossimo gli elettrodomestici saranno capaci di fare delle scelte autonome riducendo al minimo l’intervento umano. Mi piace, così, pensare alla cucina di domani non come a un ambiente minimale con dei mobili che nascondono degli elettrodomestici, bensì come un contenitore di tecnologie al servizio dell’uomo.