La semplicità di installazione dei prodotti smart va a vantaggio dei retailer online e offline

Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano È stato un anno importante per i prodotti smart, grazie all’arrivo in Italia degli smart home speaker, che oltre a generare alti volumi di vendita, hanno trascinato le vendite di tutto il comparto. I dati dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano parlano di una crescita del 52% rispetto al 2017 per un valore in termini assoluti di 380 milioni di euro.

La quota maggiore di mercato è legata alle soluzioni per la sicurezza, che vale 130 milioni di euro, pari al 35% del mercato. In seconda posizione troviamo la principale novità del 2018, gli smart home speaker, che oltre a generare vendite per 60 milioni di euro (16% del mercato), hanno direttamente o indirettamente trainato buona parte della crescita complessiva. Di poco inferiori le vendite degli elettrodomestici, pari a 55 milioni di euro e al 14% del totale, anche se l’effettivo utilizzo smart è ancora molto basso e si limita all’attivazione da remoto.

Il boom degli assistenti vocali ha ampliato la conoscenza dei prodotti smart ad un pubblico sempre più vasto, anche se la comunicazione non è sempre stata adeguata, basata principalmente sulle logiche del prodotto, anziché sui benefici di un servizio.

Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano L’arrivo di Google e Amazon ha favorito inoltre i retailer online e offline, che insieme incidono per il 40% del mercato (in crescita del 160% rispetto al 2017), a scapito della filiera tradizionale (produttori, architetti, costruttori edili, distributori di materiale elettrico e installatori) che mantiene un ruolo di primo piano ma perde terreno in termini di quote di mercato (dal 70% del 2017 al 50% di quest’anno).

La ragione va letta anche nella diffusione di prodotti semplici da installare, che però nella maggior parte dei casi non sono inseriti in un ecosistema integrato che permette l’integrazione tra dispositivi.

Cosa ci aspetta in futuro? Innanzi tutto l’interoperatività tra i vari prodotti, che imparano dalle abitudini del consumatore e si attivano in maniera autonoma. Un esempio potrebbe essere l’interazione tra il robot e il purificatore d’aria. Manca inoltre la comunicazione effettiva dei servizi aggiuntivi, come ad esempio quello della manutenzione, e un’integrazione prodotto-servizio, personalizzabile ed attivabile sulla base delle effettive esigenze del consumatore.