La cultura del design di Trabo

toast traboL’estetica è un elemento importante per le aziende, un aspetto fondamentale, ma sempre unito alla funzionalità: «Un binomio indissolubile in cui Trabo crede da sempre -, racconta Federica Zoe Castiglioni, designer, direttore artistico e della comunicazione dell’azienda. – La nostra è una business family company che ha il design nel nostro dna. Basta ricordare che il mio bisnonno, Giannino Castiglioni, padre dei famosi designer fratelli Castiglioni, realizzò una delle Porte del Duomo di Milano. Oggi continuiamo a seguire i nostri progetti con dedizione, passione, determinazione e costanza».

arch. federica castiglioni

Il ricco catalogo dell’azienda ha contribuito a far conoscere il made in Italy nel mondo, distinguendosi per originalità e spirito creativo. Tra i suoi oggetti simbolo c’è TOAST, l’iconico tostapane rettangolare, con scritta tautologica in rilievo, disegnato da Gae Aulenti nel 1997. E proprio in occasione delle venti candeline – anniversario festeggiato nel 2017 con la presenza di TOAST nel bookshop and store del MoMa di New York – che TRABO ha rilanciato uno dei suoi prodotti più belli, presentato con una nuova ed elegante scatola. Una gift box in legno di betulla, la cui grafica è stata progettata in sinergia con l’Atelier Castiglionijr – lab, graphic design Federica Castiglioni. «La collaborazione con Aulenti nasce nel ’95. L’obiettivo era produrre un oggetto unico, per forma e design, che fosse capace di entrare nelle case degli italiani, nella cucina o nel loro living, come un bellissimo elemento di arredo. Gae Aulenti è stata sempre molta attenta a sviluppare progetti importanti con i vari personaggi dell’architettura e del design. Per questo accettò di collaborare con la famiglia Castiglioni, legata anche da un profondo rapporto di amicizia»- ricorda Federica Castiglioni. «L’incontro con Aulenti si rivelò un successo. L’alchimia fu immediata». Il progetto definitivo arrivò dopo varie ipotesi progettuali. Anche la scelta del brand naming fu sottoposta a più valutazioni di stile e di strategia di marketing. Nel primo bozzetto appariva, infatti, sul fronte del tostapane, la scritta “TOSTO”, che fu poi ridefinita, anche per volontà di Giannino Castiglioni, in “TOAST”. «Certamente fu la migliore decisione che si potesse prendere, perché identificava l’esatta funzione del prodotto». Non solo. «Inizialmente, nel prototipo esposto al Macef di Milano, il nome compariva soltanto su una faccia. Solo dopo aver capito le reali potenzialità di vendita – precisa l’Architetto Castiglioni – si intuì che sarebbe stato più convincente se la scritta fosse riportata su entrambi i lati. E questo per rendere più riconoscibile l’oggetto nei vari showroom e punti vendita. Il primo packaging venne realizzato con una scatola di cartone. Un modello valigetta con manico rosso, su cui fu riprodotto, attraverso un disegno stampato, il tostapane con all’interno una fetta di pancarrè».

I dettagli hanno giocato un ruolo importante nel destino di TOAST. Particolari ben definiti, studiati per accentuare la riconoscibilità del prodotto, realizzato in acciaio inox, con un due porta fette, complete di pinze per la presa bilaterale in ABS rosso. TOAST aveva alla base due raccoglibriciole per la pulizia della macchina e due piedini ricoperti in ABS, sempre di colore rosso. «Successivamente – spiega l’Art Director di Trabo – fu prototipata e, quindi, realizzata una versione nera, per soddisfare le esigenze del mercato inglese. A Londra il nostro tostapane ebbe un grande consenso e fu esposto addirittura, per un lungo periodo, al Museo di Arte contemporanea».

TOAST, nei suoi venti anni di vita, ha ricevuti molti riconoscimenti. Ha partecipato a tantissime design week milanesi e non, stringendo sinergie importanti con aziende dell’arredo cucina, moda e spazi di arte e design. «Mi piace ricordare anche la sua presenza, insiemi ad altri nostri prodotti, alla mostra curata da Antonio Lupi e allestita, nel 2016, alla Triennale di Milano».

Trabo è sempre pronta ad aprire le sue porte a tutti gli input che provengono dall’esterno. «Abbiamo collaborato con giovani designer per lo sviluppo di bilance da cucina e orologi da parete e per altre tipologie di prodotto. Insieme all’Atelier Castiglionijr – lab, interno all’azienda, ci confrontiamo per il concept e per lo sviluppo di nuove idee in sintonia con altri progettisti». Gli esempi non mancano e sono tutti degni di essere menzionati.

«L’asciugacapelli Kenny e la Bilancia elettronica digitale Alice, design Spalvieri Del Ciotto, sono stati riconosciti, nel 2009, da Wallpaper magazine per il loro valore progettuale». Valore che resta alto se il design continuerà a parlare italiano. «Il Made in Italy è fondamentale, ed è apprezzato in tutto in mondo, sia per il valore del prodotto sia per il vestito che gli viene cucito addosso» – osserva l’Architetto. «Da sempre la nostra azienda crede in questa filosofia, che è la sola in grado di fare la differenza e la distinzione all’interno di un mercato enormemente massificato». Se la qualità degli oggetti è essenziale, lo è anche il packaging, di cui Federica Castiglioni cura con attenzione assieme ai suoi collaboratori. Un biglietto da visita indispensabile per essere riconosciuti e competitivi sui mercati internazionali.