Fulgor Milano – «Gli apparecchi sono il cuore pulsante dell’ambiente cucina, ma necessitano di uno spazio funzionale»

Paolo Mainardi, Brand Manager di Fulgor Milano
Paolo Mainardi, Brand Manager di Fulgor Milano

Il modello progettuale di cucina caratterizzato da soluzioni standard è sempre più frequentemente un ricordo del passato. Oggi questo ambiente è uno spazio che si trasforma a seconda delle diverse esigenze dei consumatori e che vede una maggiore integrazione tra mobili ed elettrodomestici. Ne abbiamo parlato con Paolo Mainardi, Brand Manager di Fulgor Milano – Meneghetti.

Si parla spesso di integrazione tra mobile da cucina ed elettrodomestici. Secondo la sua opinione è un trend in crescita?
L’integrazione avrà sempre più importanza sia per gli aspetti estetici e stilistici ma ancor più per quelli funzionali. L’ambiente cucina è uno spazio dinamico, nel quale ergonomia ed efficienza sono fondamentali: il solo design non è sufficiente. I nostri apparecchi sono progettati per l’integrazione funzionale con i mobili da cucina pur mantenendo una personalità propria che li contraddistingue presso l’utilizzatore.

Crede che la diffusione di nuovi elettrodomestici con dimensioni non tradizionale modificherà il design della cucina?
Esistono diverse abitudini e culture nell’utilizzo dell’ambiente cucina, legate ovviamente al vissuto giornaliero di ciascun utente. Per quanto ci riguarda, siamo attenti alle differenti modulazioni di utilizzo dei nostri apparecchi sia per chi predilige un impiego efficientista e rapido, sia per chi ama dedicarsi alla realizzazione di ricette impegnative che diano soddisfazione nel loro compimento. L’introduzione di apparecchi quali abbattitori di temperatura e cassetti per il sottovuoto spinge a una revisione del progetto complessivo dell’ambiente cucina, così come in passato è stato per la nascita delle combinazioni tra differenti apparecchi di cottura (forni standard, compatti a vapore e microonde), per l’introduzione delle macchine da caffè e delle cantine vini. Per quanto ci riguarda, da sempre proponiamo anche prodotti dalle dimensioni superiori allo standard, come forni di grandi capacità con misure in larghezza di 75 cm e 90 cm, macchine di cottura come le cucine Sofia che sono integrabili nei mobili da cucina, piani cottura superiori ai 100 cm in larghezza, cappe dalle dimensioni importanti; tutto questo per soddisfare clienti innamorati dell’attività di cucina e che richiedono attrezzature al confine tra domestico e professionale.

Secondo lei, quali sono i fattori che contribuiranno ad una vera integrazione tra elettrodomestici e cucina?
Ciò che consente una vera integrazione è il dialogo continuativo tra chi progetta apparecchi e chi fa mobili da cucina. Nessuna delle due categorie vive di vita propria e quindi esse devono crescere, cambiare e soddisfare gli utenti in modo congiunto; un connubio non sempre attuato, che invece darebbe a tutti maggiori risultati nell’integrazione estetica, dimensionale e funzionale. Gli apparecchi sono il cuore pulsante dell’ambiente cucina, ma necessitano di uno spazio piacevole, funzionale ed ergonomico per essere vissuti pienamente: senza collaborazione questi due mondi possono solo collidere.