APPLiA – Insieme per un’industria coesa

imparato ceced
Marco Imparato, direttore generale

Sostenibilità e connettività sono le parole chiave dell’industria contemporanea dell’elettrodomestico in Italia e nel resto del mondo. Due concetti che riassumono il grado di avanzamento e modernizzazione di questo settore, rappresentato nel nostro mercato da APPLiA Italia, ex Ceced Italia, che a sua volta segue da oltre mezzo secolo questa evoluzione. Al centro dell’attività dell’Associazione oggi ci sono tre punti focali: innovazione, promozione della sostenibilità, proiezione al futuro, ma nel modo più concreto possibile. Come spiega in questa intervista il direttore generale, Marco Imparato, l’impegno si concentrerà su temi di grande importanza, come la definizione della nuova etichettatura energetica, una corretta declinazione dei principi dell’economia circolare, e la promozione degli aspetti legati alla connectivity.

APPLiA Italia è un’organizzazione con una lunga storia europea e italiana alle spalle. Come definireste la vostra Associazione oggi?
Sono più di 60 anni che APPLiA Italia, ex Ceced Italia, rappresenta le imprese più all’avanguardia che operano nel settore degli apparecchi domestici e attrezzature professionali; da ciò deriva un patrimonio storico unico in termini sia di competenze che di conoscenza del mercato e del contesto nel quale le nostre aziende operano.
È altresì evidente che tanto il mondo industriale quanto quello delle associazioni sia cambiato radicalmente: i nostri Soci oggi ci chiedono di rispondere alle loro esigenze in maniera concreta e nei tempi dettati dal mercato, di essere capaci di rappresentare con un’unica voce gli interessi della nostra industria in un contesto sempre più votato alla disintermediazione.

Essendo il punto di riferimento di un’industria in forte evoluzione, anche la vostra realtà non può che essere sempre molto dinamica, come abbiamo appena visto con il passaggio, sia in Europa che in Italia, di Ceced ad APPLiA. Qual è il significato di questo cambiamento e quali novità ci attendono?
Il cambio di denominazione della nostra Associazione sia a livello nazionale che nel nostro network europeo è il frutto di più di un anno di riflessioni su come riuscire a trasmettere i valori essenziali della nostra industria: innovazione, promozione della sostenibilità, proiezione al futuro.
Un nome più semplice e diretto – decisamente più friendly – che ci permetta di identificare in maniera immediata il nostro mondo e di dialogare con più semplicità con gli interlocutori istituzionali e tutti gli stakeholder della filiera.
Anche questa operazione di rebranding, nella nostra visione, contribuirà nell’obiettivo di partecipare da protagonisti alla definizione di un quadro economico e tecnico-normativo che possa sostenere una corretta competitività e lo sviluppo economico del settore a vantaggio del Sistema-Paese Italia.

Quali sono attualmente le priorità dell’Associazione a livello nazionale?
I capisaldi della nostra azione sono l’impegno a contribuire alla definizione di un migliore quadro normativo e legislativo, la promozione di stili di vita sostenibili, la creazione del giusto contesto per la diffusione della casa connessa, l’apporto allo sviluppo economico nazionale. Più nello specifico nel corso del prossimo biennio – per il quale è stata riconfermata Manuela Soffientini alla presidenza – le tematiche in cima all’agenda sono la definizione della nuova etichettatura energetica e una corretta declinazione dei principi dell’economia circolare, contestualmente alla promozione gli aspetti legati alla connectivity e all’innovazione offerta dalla nostra industria.

L’economia circolare resta uno dei principali obiettivi del settore degli apparecchi domestici. A che punto siamo in Italia rispetto al contesto internazionale?
L’industria degli elettrodomestici è già oggi circolare a partire dalla nascita dei prodotti fino al loro smaltimento; i produttori hanno ridotto di anno in anno l’impatto sia in fase di realizzazione sia nel recupero dei materiali a fine vita. Tra il 2011 e il 2015, l’industria degli elettrodomestici è riuscita, ad esempio, a ridurre il consumo di acqua per prodotto di circa il 30%, mentre la produzione di rifiuti e il consumo di energia per prodotto sono diminuiti di circa il 15%. Oggi da un apparecchio dismesso, se conferito correttamente, oltre il 90% dei materiali sono recuperabili.
È chiaro che il tema va oltre la sola responsabilità dei produttori richiedendo l’impegno di tutte le parti sociali e delle Istituzioni anche per creare nei consumatori una più profonda coscienza ecologica e conoscenza dei vantaggi dell’economia circolare. Non può esserci Economia Circolare senza una Società Circolare. Per creare un processo realmente virtuoso è perciò indispensabile l’impegno di tutti gli attori della filiera, produttori, distributori, consumatori, operatori del fine vita e istituzioni.

Qual è a vostro avviso lo stato di salute dell’industria dell’eldom in Italia?
Ogni anno l’industria degli elettrodomestici fornisce ai cittadini e alle famiglie dell’UE, 1 miliardo di piccoli e grandi elettrodomestici. Questi apparecchi rendono la nostra vita più semplice permettendoci di risparmiare tempo, energia e acqua. Ma non solo: apparecchiature sempre più performanti garantiscono ad esempio un ambiente domestico pulito e sano e permettono ai cibi di rimanere freschi più a lungo.
In Italia – che rimane sempre il secondo paese per numero di aziende, fatturato, numero di addetti a livello europeo – con grande sforzo la nostra industria si è riposizionata sull’alto di gamma proponendo prodotti tecnologici e di qualità; a livello di mercato confidiamo che, l’incertezza che ha caratterizzato questa prima metà dell’anno, lasci il posto a una maggior positività.

Cosa vi aspettate da questo settore, prevedete nuovi sviluppi?
Ci aspettiamo lo sviluppo di apparecchiature sempre più performanti e più smart: sostenibilità da una parte e connettività dall’altra.
È evidente la sempre maggior rilevanza dell’Internet of things: si stima che entro il 2020 saranno 50 miliardi i dispositivi connessi in rete a livello globale e più di 21 milioni le case intelligenti nella sola Europa.

Quali sono gli obiettivi di APPLiA Italia per il prossimo futuro?
L’Associazione sta lavorando sia a livello nazionale che internazionale per stimolare istituzioni, imprese e consumatori ad adottare regole e abitudini sempre più sostenibili per rendere tutto il ciclo di vita di queste apparecchiature veramente sostenibili, dalla loro produzione al loro smaltimento. L’obiettivo è quello di migliorare di un ulteriore 20% l’efficienza energetica entro il 2020 rispetto a una situazione attuale che ha già registrato risultati notevoli.
Il settore degli elettrodomestici gioca infatti un ruolo chiave nel consentire il risparmio di risorse come l’energia e l’acqua ma anche nel migliorare la qualità della vita in generale. Apparecchiature sempre più connesse e intelligenti hanno il merito di restituire tempo e valore agli utenti, apportando sostanziali benefici anche alla società nel suo insieme, aiutando i consumatori a risparmiare energia, integrando per esempio l’uso di fonti di energia rinnovabile. In altre parole, possono aiutare a cambiare il mondo, da casa. Imprescindibile poi la tutela del consumatore sulla cui fiducia sempre più si costruisce il mercato; l’Associazione stimola e sensibilizza tutti gli operatori a seguire le stesse regole, per garantire un mercato equo e che lanci messaggi chiari e trasparenti.

Quale è oggi il significato e il valore dell’associazionismo, a vostro avviso, e quali sono i vantaggi di aderire a un’organizzazione come APPLiA Italia?
Far parte di APPLiA Italia significa far parte di un network importante nel nostro Paese, con una visione europea. APPLiA Italia ha il grande potenziale di unificare i diversi produttori di elettrodomestici in un singolo attore dinamico.
In un contesto politico e legislativo sempre in movimento, a volte anche caotico dove le posizioni sono spesso contrastanti, è importante che l’industria mantenga coesione e la forza di portare avanti le proprie istanze.
Un’azienda che voglia mantenere una visione a lungo termine non può rimanere fuori da questa rete, dai benefici che comporta in termini di conoscenza del mercato e di un continuo supporto e aggiornamento legislativo e tecnico-normativo.

 

Leggi l’intervista completa sul numero di novembre di eldomtrade.