Nervosismo in AIRES in tema di Comuni e rifiuti elettronici

Davide Rossi, DG di Aires-Confcommercio

«Abbiamo l’impressione che da parte della Associazione Nazionale dei Comuni Italiani stia tirando troppo la corda. In tutti questi anni, i Comuni hanno sempre goduto di condizioni privilegiate ottenendo incentivi e risorse, anche per progetti di comunicazione non sempre riuscitissimi», questo il commento a caldo di Davide Rossi, DG di Aires-Confcommercio.
Ci si riferisce al D.L. 49/2014 che prevede che “i produttori e importatori di apparecchi elettrici ed elettronici devono tassativamente stipulare accordi della durata di 3 anni con i Comuni italiani e con i rappresentanti dei dettaglianti che vendono questi apparecchi ai consumatori finali (garantendo ad essi il ritiro gratuito). Se questi due distinti accordi non verranno raggiunti sarà il Ministero dell’Ambiente ad intervenire e definire il quadro generale del sistema”. E AIRES nota lo stallo in atto da oltre sei mesi su una legge che dovrebbe stabilire nuove regole per la raccolta dei Raee in Italia fino al 2020.
«Non abbiamo obiezioni sulla efficienza del sistema ottimamente orchestrato dal Centro di Coordinamento RAEE – prosegue Rossi -, ma ci sembra inaccettabile che i Comuni pretendano di ricevere premi di efficienza aumentati pur non avendo alcun costo logistico e già ricevendo somme ingenti per la Tassa sui Rifiuti dai Cittadini e dalle nostre stesse imprese. Noi siamo pronti a riavviare il tavolo negoziale oggi stesso per arrivare alla firma dell’accordo entro il mese di luglio, i rinvii a settembre non ci sono mai piaciuti».