Retail e RAEE – Parla Unieuro

Fausto Pesce, Supply chain manager di Unieuro
Fausto Pesce, Supply chain manager di Unieuro

La gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici da parte dei rivenditori specializzati appare ormai bene avviata e rodata anche se non mancano ancora elementi di criticità. Ne abbiamo parlato con Fausto Pesce, Supply chain manager di Unieuro.

Qual è oggi la situazione della raccolta dei RAEE dal punto di vista del retailer?

Unieuro da anni si è strutturata in maniera puntuale con un team, interno alla Logistica, dedicato al tema RAEE, alla normativa ed alla manualistica per i punti vendita e che funge da raccordo tra l’ufficio legale, un consulente dedicato e l’auditing interno per il rispetto delle buone pratiche sulla rete vendita. Inoltre, Unieuro collabora con il consorzio Remedia.

Ci sono ancora dei punti critici per quanto riguarda la raccolta dei Raee?
I punti critici sono molteplici e di vario genere: in primis una normativa non sempre chiara e puntuale e che spesso è evidentemente scritta senza ben conoscere gli ambiti di applicazione che in molti casi sono ampiamente differenziati gli uni dagli altri. La complessità normativa si ripercuote ovviamente sulla formazione ad una rete di oltre 3mila addetti vendita, oltre che sulle conoscenze nulle, o spesso errate dei clienti stessi. Si aggiungono ai temi di contenuto anche quelli strutturali: a volte anche solo identificare e dedicare chiaramente aree RAEE sui negozi è una missione complessa.

Quanti e quali tipi di RAEE transitano dalla vostra rete vendita?
Se parliamo esclusivamente di grandi elettrodomestici, Unieuro effettua oltre 400mila consegne a domicilio all’anno ed il servizio gratuito del ritiro RAEE è richiesto in circa il 70% dei casi. Ci sono poi i conferimenti diretti in punto vendita da parte dei clienti sia per l’1 contro 1, che per l’1 contro zero. Tutto tracciato e gestito con un portale dedicato che permette il tracciamento del RAEE sull’intera filiera, finanche all’impianto, anche oltre quanto la normativa disporrebbe.

La raccolta dei RAEE, come insieme di sistema “1 contro 1” e “1 contro 0”, vi ha portato qualche tipo di beneficio, come per esempio un aumento della pedonabilità nei punti vendita?
Difficile dire se la pedonabilità abbia beneficiato della normativa RAEE: di certo i clienti sanno che è un servizio che forniamo e che possono pertanto fare riferimento a noi anche per questa attività, ovviamente nell’ambito di quanto previsto dalla normativa.

Ci sono punti vendita che si distinguono per la raccolta RAEE? Ci sono ancora zone d’Italia dove la raccolta incontra delle difficoltà?
Il nostro team interno visita periodicamente i punti vendita redigendo al termine una reportistica dedicata anche al tema RAEE, sia da un punto di vista della conoscenza della normativa, che da quello dell’applicazione e dell’archiviazione documentale. È indubbio che vi siano come sempre “best&worse performer”, così come vi siano aree geografiche più o meno sensibili al tema, o semplicemente dove le istituzioni hanno, o meno, coinvolto la società civile sugli argomenti dell’ambiente.

Fate azioni di sensibilizzazione nei confronti dei consumatori
In ogni fase e punto dell’acquisto è evidenziata in modo chiaro al cliente la possibilità di usufruire del servizio.