Grandi numeri, enorme diffusione

mercato dei frigoriferi
Courtesy of Samsung

Il mercato dei frigoriferi è ormai vicino alla saturazione in tutti i Paesi sviluppati e la pur lieve fase di crescita ancora presente è destinata ad esaurirsi nei prossimi anni. Ci sono invece enormi possibilità nelle nazioni in via di sviluppo.
I dati relativi alla produzione di frigoriferi, analogamente a quanto accade per quasi tutti gli elettrodomestici bianchi, vengono pubblicati soltanto in pochi Paesi, ovvero la Cina, il Giappone, gli Stati Uniti d’America, l’Argentina e l’Italia. Nelle altre nazioni vengono invece rilevate le vendite, attraverso ricerche quasi sempre a cura delle associazioni di categoria competenti.
Una valutazione diffusa recentemente indicava in 148 milioni di pezzi la produzione mondiale di frigoriferi; essa non sembra però accettabile se si tiene conto del fatto che la sola produzione cinese, rilevata dall’ente governativo di statistica NBSC, ammontava a 103 milioni di unità nel 2015.
Più attendibile sembra un’altra versione, che è invece di fonte cinese, che indica per lo stesso anno un totale mondiale di 205 milioni di pezzi.
Di essi i tre quarti sono stati prodotti nell’Asia Orientale: la Cina da sola rappresenta grosso modo la metà del totale, mentre un altro quarto è prodotto nella Corea del Sud, in Giappone, nella Tailandia o a Singapore. L’ultimo quarto si produce nelle Americhe, in particolare negli Stati Uniti, in Messico o nel Brasile, e in Europa. Qui ai primi posti sono l’Italia e la Germania.
La produzione fisicamente realizzata nelle singole nazioni non coincide però con l’importanza relativa delle principali marche: i grandi produttori sono tutti gruppi multinazionali, che dispongono di impianti in vari paesi, in particolar modo nell’Estremo Oriente.
I leader mondiali sono i gruppi Haier, Electrolux, LG, Samsung e Whirlpool; ognuno di essi detiene una quota di mercato significativa, compresa tra il 5% e il 7%, con produzioni ciascuno tra i 10 e i 15 milioni di apparecchi. Le percentuali sono ovviamente calcolate assumendo come totale mondiale la cifra di 205 milioni di unità. Alcune quote, indicate da singole aziende, non sono compatibili perché riferite ad un più basso totale mondiale.
Il mercato e la diffusione
Le vendite di frigoriferi sono naturalmente commisurate al numero di abitanti dei vari stati, tenendo conto del loro diverso grado di sviluppo. La Cina, che a fine 2015 contava poco meno del 19% della popolazione mondiale, incide per il 32% sul consumo globale dell’apparecchio.
Al secondo posto si trova l’India con poco meno del 6% nelle vendite, ma con circa il 17% degli abitanti del mondo. Queste due cifre mostrano in modo eloquente la situazione di povertà esistente in una buona parte della grandissima nazione.
Terzo mercato nel mondo sono gli Stati Uniti con il 5% del consumo mondiale e con più del 4% della popolazione, quarto il Brasile, che supera il 4% delle vendite e il 3% della popolazione.
Rispetto a queste grandi nazioni i mercati europei sono relativamente modesti: Germania e Gran Bretagna sono comunque i più importanti.
Il confronto con il 2012 mette in rilievo una generale tendenza di modesta crescita quasi dovunque. I consumatori cercano prodotti con maggior comfort. Soltanto in alcuni Paesi molto sviluppati, come la Norvegia ed il Giappone, il mercato appare ormai saturo.
Il tasso di presenza è quasi al massimo nei paesi sviluppati, mentre in nazioni come l’Argentina o l’India l’apparecchio si sta ancora facendo strada.
Anche le vendite per abitante sono in relazione alla situazione dei singoli paesi. Si va da un apparecchio venduto ogni 21 abitanti in Cina ad uno ogni 28 in Norvegia. Sopra il valore di 30 troviamo USA, Giappone, Italia e Spagna; tutte e quattro queste nazioni risentono ancora della crisi economica degli anni precedenti.
In Argentina ed India le vendite per abitante rispecchiano poi la situazione di sviluppo ancora parziale

Le prospettive
Il mercato dei frigoriferi è ormai vicino alla saturazione nei Paesi sviluppati, pur essendovi ancora una lieve fase di crescita, destinata ad esaurirsi nei prossimi anni. Enormi possibilità vi sono invece nelle nazioni in via di sviluppo. Dall’Africa, Asia e Sudamerica verranno le future crescite