HA2025: Eldom, un grande valore per l’Europa – Intervista a Paolo Falcioni

Paolo Falcioni, direttore generale Ceced Europa con Camille Beurdeley, déléguée générale di Gifam, l’associazione dell’industria degli elettrodomestici francese
Paolo Falcioni, direttore generale Ceced Europa con Camille Beurdeley, déléguée générale di Gifam, l’associazione dell’industria degli elettrodomestici francese

Abbiamo intervistato Paolo Falcioni, direttore generale Ceced Europa a proposito del progetto “Home Appliance 2025: a vision for the home appliance industry in Europe”, un report ricchissimo di dati, numeri e informazioni sull’industria dell’elettrodomestico operante nel Vecchio Continente.

Quali sono state le attività più importanti che hanno impegnato Ceced Europa dal lancio nel 2015 della vision HA2025?
Dopo il lancio ad aprile 2015 di Home Appliance 2025, Ceced ha preso parte nel dicembre dello stesso anno al #COP21 Sustainable Innovation Forum di Parigi. Lo stand che abbiamo allestito per l’evento mostrava il contributo che il settore ha dato (e continua a dare) in termini di riduzione dei consumi energetici. Mostrava inoltre l’impegno del comparto nel contribuire al progresso dello stile di vista sostenibile attraverso la casa connessa. Per l’occasione abbiamo lanciato l’hashtag #SustainabilityStartsAtHome per enfatizzare il messaggio che ognuno di noi può fare la differenza. L’anno seguente abbiamo partecipato all’European Sustainable Energy Week (EUSEW). Anche in questa occasione il nostro stand si è focalizzato sul valore aggiunto della connettività nel migliorare la sostenibilità durante lo svolgimento delle faccende domestiche quotidiane. Gli elettrodomestici sono uno valido strumento per vivere in maniera più sostenibile.
Quest’anno abbiamo lanciato il primo Report Annuale sul settore degli elettrodomestici in merito al quale vorrei precisare che non si tratta del solito report, ma piuttosto di un prospetto immediato e accessibile sull’effettivo contributo del settore all’Europa e agli europei.
Dimostra quanto sia importante il comparto in diverse aree: lavoro, innovazione e trade, solo per menzionare alcuni ambiti chiave.

Qual è, a suo avviso, il bilancio dei primi due anni di impegno in questo progetto?
Fare un bilancio ora, dopo quasi due anni di questo processo decennale, è molto importante. Abbiamo accresciuto la visibilità del nostro settore in Europa, abbiamo presentato ai politici delle istituzioni europee le nostre principali richieste per la creazione di condizioni in Europa che sostengano la crescita della nostra industria. La legislazione europea deve comprendere il contributo positivo dato dal nostro settore alla società. La sensazione che abbiamo è quella di aver iniziato un percorso. Abbiamo un obiettivo chiaro in mente e stiamo lavorando in questa direzione. Passo dopo passo.

Quali sono le attività programmate dal Ceced nell’immediato futuro?
Alla fine del 2016 la Commissione Europea ha presentato il pacchetto “Clean Energy for All”. Questo pacchetto ci sembra uno sviluppo molto positivo, in quanto uno dei suoi fondamenti è il concetto di responsabilizzazione e centralità dei consumatori in un nuovo mercato dell’energia. Il nostro settore è un importante player nel fornire agli utenti gli strumenti per riprendere il controllo della propria bolletta energetica. Data la chiara spinta innovativa che contiene, la trasformazione del pacchetto in legge sarebbe una conquista.
Il raggiungimento di un’economia davvero circolare è un’altra area nella quale, a nostro avviso, la vision HA2015 si allinea perfettamente con gli ultimi sviluppi legislativi.
In realtà il settore degli elettrodomestici era sostenibile anche prima che tale espressione fosse inventata. La semplificazione delle faccende domestiche, che è al centro del settore, ha avuto luogo con un uso efficiente delle risorse.
Ora, dobbiamo accertarci che la futura legislazione sia equilibrata e assicuri alle imprese la flessibilità sufficiente per poter innovare.
Per offrire una valutazione di quanto il settore sia già circolare, pubblicheremo nel corso di quest’anno uno studio sull’argomento. Vogliamo che la legislazione sia basata sui fatti e, quando serve, contribuiamo con dati accessibili, come dimostra la pubblicazione del nostro nuovo report annuale.

Sul prossimo numero di ae il servizio a cura di Tiziana Corti.