Obiettivi, progetti e nuove sfide di Aires – Intervista a Davide Rossi

Da sinistra: Massimo Moscati, direttore divisione Home Appliances e Davide Rossi, direttore generale Aires
Da sinistra: Massimo Moscati, direttore divisione Home Appliances e Davide Rossi, direttore generale Aires

È venuto a trovarci in redazione Davide Rossi, direttore generale di Aires. Durante le due ore di chiacchierata abbiamo fatto un bilancio del 2016 e abbiamo parlato dei progetti futuri dell’associazione, che – nonostante l’uscita di MediaWorld – è riuscita a mantenere la sua credibilità e autorevolezza, forte dei suoi 8 miliardi di volume dichiarato su un totale di 14 miliardi.

Questa coesione associativa è percepibile anche rispetto ai rapporti con gli altri operatori del settore (Ceced, Anie…) o con le commissioni parlamentari e i funzionari ministeriali. Anzi, in questo senso, Aires ha operato come ente istituzionale, tutelando gli interessi dell’intero comparto, a vantaggio anche dei soggetti che non fanno parte dell’associazione.

action-plan

«Riguardo al nuovo regolamento europeo sulle etichette energetiche abbiamo espresso molte perplessità, soprattutto riguardo al riscalaggio, che rischia di creare confusione nel consumatore. Si prospetta, inoltre, il problema pratico di coesione di etichette vecchie e nuove nei periodi transitori ed è per questo che abbiamo chiesto ed ottenuto che la nuova etichetta sia graficamente diversa rispetto a quelle di vecchia generazione»

A proposito dell’e-commerce, Aires ha aperto un dialogo anche con gli operatori online, grazie all’accordo con Netcomm. «Gli operatori online che seguono le regole sono nostri concorrenti e a loro va tutto il nostro rispetto. Contro gli altri, invece, vogliamo agire formalmente. L’assemblea mi ha chiesto, a tal proposito, di intraprendere delle iniziative concrete per tutelare lo sviluppo corretto del commercio elettronico».

Un altro argomento delicato che abbiamo trattato è la raccolta RAEE, che è totalmente a carico del punto vendita. «Noi pensiamo che avrebbe senso introdurre una piccola fee, un euro per prodotto, per sgravare il negoziante dall’assunzione di tutti gli oneri di raccolta».

Alla fine abbiamo parlato anche di realtà virtuale e Davide Rossi ci ha raccontato entusiasta: «Non credo che il futuro della realtà virtuale passi solo dalle sale giochi. Secondo me questo tipo di elettronica di consumo può avere grandi risvolti culturali, commerciali ed educativi ed è per questo che mi piacerebbe organizzare un open day sull’argomento».

 

Leggi l’intervista sul numero di febbraio di AE