MIP/NETCOMM – E-commerce B2C: i beni tecnologici crescono del 28%

dati-mip-b2cCome ogni anno il Mip, la School of Management del Politecnico di Milano, ha presentato i dati relativi all’e-commerce business to consumer (B2C), elaborati in collaborazione con Netcomm, il consorzio del commercio elettronico italiano. Da quanto emerso, si evidenzia una situazione molto florida per questo settore, che nel 2016 ha aumentato il suo valore complessivo del 18% con un fatturato totale di quasi 20 miliardi di euro.

Le vendite di prodotti fisici continuano a rincorrere quelle dei servizi, come dimostra il raffronto tra il giro d’affari dei due ambiti: i prodotti hanno raggiunto 9 miliardi di euro contro i 10,6 miliardi dei servizi. Ma mentre questi ultimi volano ancora alto grazie al cospicuo contributo del Turismo, che detiene una quota del 44% delle vendite totali on-line B2C, crescendo del 10% sul 2015, i prodotti possono a loro volta vantare un trend positivo grazie a settori come quelli dei beni tecnologici, che includono Elettronica di Consumo-Elettrodomestici-It, seconda area per peso, con una share del 15%, e un ritmo di crescita del 28%. Lo scorso anno questo comparto ha raggiunto un giro d’affari di 2.932 milioni di euro, che equivale al 16% del valore totale del settore (on-line + off-line) in Italia.

dati e-commerce

Rispetto alle vendite complessive dell’universo Retail, l’e-commerce B2C in Italia ha ancora un valore esiguo, equivalente al 5%, il che pone la Penisola in coda rispetto a paesi come Regno Unito, Francia e Germania, dove il commercio on-line è molto più sviluppato, ma l’andamento del canale rimane promettente.

Gli esperti del Mip, che da anni ormai realizzano l’Osservatorio e-commerce B2C, esortano le imprese a rivedere l’offerta e a investire coraggiosamente in innovazione, come hanno fatto le Dot.Com che stanno raccogliendo i frutti di questo percorso, continuando a crescere più delle imprese tradizionali: queste infatti registrano un incremento del 10% contro il +28% delle Dot.Com.

Come si diceva, il 2016 e gli anni precedenti sono stati caratterizzati dalla crescita delle vendite on-line di prodotti, a fronte di un rallentamento dei servizi. Lo scorso anno la crescita dei primi è stata del 32% contro il +8% dei servizi. Andando a scandagliare gli ordini, in realtà quelli dei prodotti sono già molti di più rispetto a quelli dei servizi, ma con uno scontrino medio inferiore, che abbassa di conseguenza il valore complessivo. Parliamo infatti di 120 milioni di ordini per l’acquisto di prodotti con uno scontrino medio di circa 75 euro, contro 45 milioni di ordini di servizi, per uno scontrino medio pari a 236 euro. (T.C.)