RAEE: per l’economia circolare il mercato da solo non basta

Secondo ASSORAEE, il corrispettivo che gli impianti di recupero ricevono per il servizio di trattamento dei rifiuti deve tenere conto delle quotazioni correnti sul mercato dei materiali trattati. Finchè i prezzi di mercato delle materie riciclate non rifletteranno la scarsità crescente delle risorse nel lungo periodo, occorre che il trattamento venga remunerato assicurando i processi necessari per ricavare dai rifiuti materiali riciclati di qualità, ottenuti nel rispetto dell’ambiente e della salute
Secondo ASSORAEE, il corrispettivo che gli impianti di recupero ricevono per il servizio di trattamento dei rifiuti deve tenere conto delle quotazioni correnti sul mercato dei materiali trattati. Finchè i prezzi di mercato delle materie riciclate non rifletteranno la scarsità crescente delle risorse, occorre che il trattamento venga remunerato assicurando i processi necessari per ricavare dai rifiuti materiali riciclati di qualità, ottenuti nel rispetto dell’ambiente e della salute

L’andamento dei prezzi delle materie prime ottenute dal trattamento dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) ci mette di fronte ad una verità incontrovertibile: l’economia circolare non può essere lasciata esclusivamente ai meccanismi del mercato, ma ha bisogno di essere accompagnata da meccanismi e misure appropriate che ne consentano l’affermazione e lo sviluppo. È quanto è emerso dal Forum Raee, promosso da ASSORAEE (Associazione Recupero Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche di FISE UNIRE), in collaborazione con il Centro di Coordinamento RAEE (CdC) durante l’ultimo Ecomondo di Rimini.

Nonostante la specifica responsabilità dei produttori (prevista per legge) in relazione al fine vita di questi prodotti, le criticità oggi si concentrano ancora sull’anello finale della filiera di gestione del rifiuto, ovvero sugli impianti di trattamento che ricevono i rifiuti dai Sistemi collettivi costituiti dai produttori (che a loro volta li prendono in carico da comuni e operatori della distribuzione). In questi ultimi anni, il valore delle materie prime seconde (ferro, rame, alluminio, plastica e così via) ha raggiunto livelli fortemente critici con conseguente riduzione dei ricavi generati dal settore, in presenza di un quadro normativo che spinge le aziende a costi incrementali, cui si aggiungono le specifiche richieste dei maggiori produttori tramite i consorzi.

Secondo RAEE: per l’economia circolare il mercato da solo non basta, il corrispettivo che gli impianti di recupero ricevono per il servizio di trattamento dei rifiuti deve tenere conto delle quotazioni correnti sul mercato dei materiali trattati, in calo in questi ultimi anni e comunque soggette a continue oscillazioni. Finchè i prezzi di mercato delle materie riciclate non rifletteranno la scarsità crescente delle risorse nel lungo periodo, occorre che il trattamento venga remunerato assicurando i processi necessari per ricavare dai rifiuti materiali riciclati di qualità, ottenuti nel rispetto dell’ambiente e della salute. Proprio per questo, ad esempio, il recente accordo sul trattamento dei RAEE, sottoscritto da CdC e dalle principali associazioni delle aziende di trattamento (tra cui ASSORAEE), ha previsto l’elaborazione di un indice con riferimento alle quotazioni sul mercato delle materie plastiche ottenute dal trattamento dei RAEE; indice che attualmente è in corso di definizione e che dovrebbe essere applicato ai prezzi del servizio nell’ambito dei contratti dei Sistemi collettivi con i riciclatori.

«La recente revisione dell’accordo sul trattamento RAEE», ha sottolineato Giuseppe Piardi, Presidente di ASSORAEE, «va nella giusta direzione di garantire l’applicazione di standard di qualità del trattamento ai più alti livelli in Europa, in attesa dell’adozione del Decreto sul trattamento adeguato, che consentirà controlli efficaci e pari condizioni operative agli impianti di trattamento a garanzia della libera concorrenza sul mercato». «In considerazione degli sforzi sostenuti dalle aziende che adottano tali standard per tutelare salute, ambiente e garantire maggiori quantitativi riciclati», ha aggiunto Piardi, «occorre però che l’esperienza che stiamo portando avanti nell’ambito del sistema gestito dal CdC sia propedeutica alla fissazione in questo settore di standard obbligatori e regole uguali per tutti, con l’obiettivo di uniformare il mercato garantendo al contempo la sostenibilità economica del sistema»

Nel 2015 in Italia sono state raccolte 249.254 tonnellate di RAEE, con un aumento di circa l’8% rispetto al 2014 (dati CdC RAEE), aumento consistente, ma non sufficiente al raggiungimento dell’obiettivo (previsto dal D.Lgs. 49/2014) del 45% di raccolta sull’immesso al consumo fissato al 2016, e dell’ancora più ambizioso target del 65% fissato al 2019. Tradotto nel dato procapite, la raccolta nel 2015 ha superato (di poco) i 4 kg per abitante l’anno (pur con le solite differenze tra Nord e Sud del Paese), rimanendo ancora molto lontana dell’obiettivo (circa 7,5 kg/ab) per il1° gennaio 2016 e dai 10 kg previsti per il 2019. Nonostante il progressivo incremento registrato negli anni, che ha comunque visto alcuni rallentamenti, la quota di raccolta annua può e deve ulteriormente crescere, anche grazie alla raccolta dei RAEE ritirati dagli esercizi commerciali a seguito della recente entrata in vigore dell’obbligo di ritiro “uno contro zero” per i RAEE di ridotte dimensioni, ossia la possibilità per i consumatori di riconsegnare senza costi un’apparecchiatura usata, anche senza acquistarne una nuova.