PUBBLICITÀ ANNI ’50: LA DONNA BORGHESE

Un esempio delle prime pubblicità su stampa per gli elettrodomestici è quella risalente al 1954 di Fiat, che illustra un frigorifero e una lavabiancheria automatica, mostrando scene di vita familiare che fanno riferimento alla casa moderna: accanto al frigorifero si vede una signora elegante, vestita per uscire; sotto un’altra signora con due bambini, accanto alla lavatrice, anche per dare l’idea della dimensione dell’elettrodomestico. «Sono immagini che trasmettono l’idea di imborghesimento, l’idea che chiunque si può trasformare in una signora borghese», Daniele Pitteri, esperto di comunicazione, pubblicità, industria culturale e docente alla “Federico II” di Napoli, allo Iulm di Milano . Un altro caso in tal senso è Candy che, sempre nel 1954, sulla stampa pubblicizzava una lavatrice semiautomatica: la protagonista era la signora “Miniver”, vestita in modo elegante, che solleva il coperchio della lavabiancheria, indicando le vasche di lavaggio, con alle spalle una scenografia caratterizzata da richiami a simbologie del benessere borghese come il pavimento di graniglia, un tendaggio decorato e una sorta di balaustra di marmo.
Un altro filone, che si connette con la rappresentazione delle donne non più come le classiche massaie, è quello della progressiva liberazione dai lavori domestici, della conquista del tempo libero e, in definitiva, dell’emancipazione del ruolo femminile. Un tema, questo molto presente anche nella pubblicità americana, dove la tecnologizzazione dell’ambiente domestico era un dato di fatto.
Si pensi alle pubblicità che propongono il tema della gratitudine verso gli elettrodomestici: nel 1957, la réclame di una lavatrice semiautomatica, chiamata Bi-matic, propone come slogan: “Se una mano lava l’altra per tutte e due lava Candy”; oppure nel 1960 una pubblicità di Hoovermatic su stampa mostra una donna accanto a una lavatrice con impilato del bucato, accompagnata dal motto: “Ho fatto in mezz’ora tutto questo bucato!”. Fino ad arrivare allo slogan “Grazie Candy!”, coniato nel 1962.